Un oro, un bronzo, un quarto e un quinto posto. Questo è il riassunto per grandi somme della giornata che l’Italia ha vissuto alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, dove il Bel Paese è tornato a incrementare il proprio bottino dopo un lunedì a secco di podi nella rassegna a cinque cerchi. Non sono mancate un paio di delusioni da un paio di punte attesissime di fronte al proprio pubblico e che non sono riuscite a incidere come avremmo sperato.
Il trionfo è arrivato all’oro di pranzo nella staffetta mista di short track: Arianna Fontana ha inventato una grande magia a metà gara, operando un sorpasso tatticamente e tecnicamente magistrale ai danni della cinese, prodigandosi poi in un cambio stellare con Elisa Confortola, si è creato il vuoto, Thomas Nadalini ha gestito il margine e poi Pietro Sighel ha avuto l’onore di chiudere i conti, tra l’altro tagliando il traguardo di spalle, a dimostrazione di un dominio totale inscenato a Milano.
Per Arianna Fontana si tratta del dodicesimo alloro ai Giochi (a -1 dal record assoluto di Mangiarotti alle nostre latitudini), sul gradino più alto del podio sono saliti anche Luca Spechenhauser e Chiara Betti (impegnati tra quarti e semifinale). Il bronzo porta la firma di Amos Mosaner e Stefania Constantini, che hanno sconfitto la Gran Bretagna nella finale per il terzo posto del torneo di curling doppio misto: grande risposta dei Campioni Olimpici di Pechino 2022, ieri battuti dagli USA e oggi capaci di confermarsi sul podio.
Nello slittino femminile è mancato un pizzico di fortuna dopo quattro manche decisamente tirate sul budello di Cortina d’Ampezzo: legno per Verena Hofer, che ha chiuso al quarto posto con un ritardo di appena 63 millesimi dal bronzo finito al collo della statunitense Ashley Farquharson e che ha preceduto di 87 millesimi l’altra azzurra Sandra Robatscher (ottima quinta). Due piazzamenti di spessore che lasciano intravedere un buon futuro per il settore: bisognerà sfruttare al meglio la struttura costruita nella Perla delle Dolomiti.
Le prestazioni negative sono quelle di Sofia Goggia e Tommaso Giacomel: la bergamasca è uscita durante la discesa libera della combinata a squadre di sci alpino (era stata accoppiata a Lara Della Mea), e ha poi dichiarato di non avere avuto la giusta tensione (andare a caccia di una medaglia non sarebbe stato impossibile); l’altoatesino ha commesso tre errori al tiro nell’individuale di biathlon e ha criticato in prima persona il proprio passo sugli sci, chiudendo al sesto posto con un distacco 1’39” dalla medaglia di bronzo e di 2’27” dalla vetta.
Goggia cercherà di rifarsi nel superG di giovedì 12 febbraio, mentre Giacomel ci riproverà tra la sprint e il successivo inseguimento, con poi altre chance tra staffetta maschile e mass start. Federico Pellegrino ha disputato l’ultima sprint individuale della propria carriera alla Olimpiadi: purtroppo era in tecnica classica, decisamente meno amata rispetto alla libera, e si è fermato in semifinale, con la consapevolezza di potersi rifare nella team sprint.
Da annotare la sconfitta di misura della Nazionale Italiana di hockey ghiaccio femminile, che ha ceduto nei minuti finali alla Germania e che ora si proietta verso un durissimo, ma già storico, quarto di finale.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
