Olimpiadi 2026, le pagelle dell’Italia: Goggia destabilizzata da Brignone; polemica di Sighel fuori luogo

PAGELLE ITALIA OLIMPIADI (giovedì 12 febbraio)

Nazionale Italia femminile curling, 5: due sconfitte per iniziare il round robin. La prima era purtroppo quasi scontata contro la Svizzera, una delle favorite per l’oro, mentre quella con la Corea del Sud ha raccontato quanto si temeva: da tempo ormai questa squadra si è sfaldata, con fratture interne insanabili. Bisognerà salvare il salvabile nelle rimanenti sette partite, per poi fare tabula rasa da marzo in avanti.

Amedeo Bagnis (skeleton), 7: bene, ma non benissimo. Forse, per quanto visto nelle prove, si aspettava di ritrovarsi più avanti a metà gara. Il podio resta possibile ed è distante 2 decimi. Ma non potrà commettere più alcuna sbavatura nelle ultime due manche.

Mattia Gaspari (skeleton), 6: paga un enorme gap fisico in partenza. Con l’esperienza potrebbe ancora inseguire un piazzamento tra i primi 10.

Filippo Ferrari (snowboardcross), 5: c’è ancora tanta strada da fare per colmare il gap con il vertice internazionale.

Omar Visintin (snowboardcross), 5,5: non al meglio fisicamente. Nel complesso non ha mai dato la sensazione di poter incidere.

Lorenzo Sommariva (snowboardcross), 6,5: la semifinale, visto il livello, era l’obiettivo massimo. Si è meritato il posto nella gara a coppie miste.

Federica Brignone (sci alpino), 10 e lode: oggi abbiamo assistito ad una delle pagine più memorabili della storia dello sport italiano. Il percorso di recupero di questa ragazza ha del miracoloso. In 10 mesi non ho solo ha superato un infortunio terribile, ma ha addirittura aggiunto l’unico oro mancante nella sua bacheca. Non ha sbagliato praticamente nulla, accorciando le linee come solo lei sa fare e pennellando con la consueta classe lo Scarpadon. Immensa, la più grande sciatrice italiana di tutti i tempi.

Sofia Goggia (sci alpino), 5: essere lì in partenza e sapere che la tua compagna/rivale storica, al rientro dopo un gravissimo infortunio, è in testa con margine sulle avversarie, non deve essere stato facile. Probabilmente la prestazione di Brignone l’ha destabilizzata, portandola a prendersi rischi estremi, come mai le era accaduto da un paio di stagioni a questa parte. È tornata la Goggia vecchio stampo, e non a caso stava letteralmente dominando con un margine di ben 64 centesimi a metà pista. Poi l’errore decisivo.

Laura Pirovano (sci alpino), 6: non c’è niente da fare, ancora una volta quinta. Peccato per l’errore nella parte alta che le è costato almeno 3 decimi. Il suo livello, in questa fase della carriera, è tra quarta e sesta piazza. Vedremo se in futuro riuscirà a salire un ulteriore scalino. Ha solo 28 anni, nello sci attuale, anche al femminile, la piena maturità si raggiunge ormai intorno ai 30.

Elena Curtoni (sci alpino), 6: disputa sicuramente una buona gara e conclude settima, un solo centesimo dietro Pirovano. È mancato però il guizzo per il podio.

Martina Di Centa (sci di fondo), 6: gara discreta, arpiona la top20 nella 10 km tl con partenza ad intervalli.

Maria Gismondi (sci di fondo), senza voto: si è presentata a queste Olimpiadi completamente fuori forma. L’influenza patita a cavallo delle festività natalizie ne ha compromesso la stagione. Un peccato, ma sentiremo parlare di questa ragazza nei prossimi anni.

Francesca Lollobrigida (speed skating), 10 e lode: si candida a donna copertina di queste Olimpiadi, di sicuro per l’Italia. Si presentava ai 5000 metri forte del titolo iridato conquistato nel 2025, su una pista però molto più lenta. Qui ha migliorato il proprio primato nazionale di 5 secondi, festeggiando un bis d’oro che la proietta tra i miti dello sport azzurro. Ha già messo in bacheca 4 medaglie complessive ai Giochi, come solo Enrico Fabris. Ma la sua Olimpiade non è ancora finita…Attenzione a 1500 metri e mass start.

Italia team-relay slittino, 8: si chiude una Olimpiade da sogno per questa disciplina con 2 ori e 2 bronzi. Oggi non ha convinto Dominik Fischnaller, ma l’obiettivo massimo era l’argento. Dunque va bene così.

Pietro Sighel (short track), 5: commette una vera e propria leggerezza. La squalifica, a nostro avviso, è giusta. L’errore è stato quello di andare a cacciarsi in una situazione a rischio come quella. Tatticamente si poteva essere più accorti. Di sicuro scatenare la polemica su Arianna Fontana non è stata una mossa furba per la serenità dell’ambiente…

Thomas Nadalini (short track), 5: era uno dei più attesi nei 1000 metri, anche con credenziali da medaglia. Esce subito ai quarti di finale con un tentativo di sorpasso finito male.

Luca Spechenhauser (short track), 5: in stagione aveva mostrato di poter ambire ad una finale, anche se è più adatto ai 1500 che ai 1000. Anche per lui la corsa si è arrestata subito.

Arianna Fontana (short track), 8,5: con grande esperienza comprende sin da subito nell’atto conclusivo che l’olandese Xandra Velzeboer è fuori portata. Quindi bada a difendere con le unghie il secondo posto. Seconda medaglia in due gare. Fanno 13 alle Olimpiadi: eguagliato il record dello schermidore Edoardo Mangiarotti. Le restano tre occasioni per provare il sorpasso.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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