Non riesce la rimonta a Sara Conti-Niccolò Macii. Gli azzurri si sono fermati infatti al sesto posto in occasione della gara delle coppie valida per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Qualche errore di troppo per il binomio azzurro che, come ieri, ha perso troppi punti per strada, in particolar modo negli elementi di salto.
Sulle immortali note de “Caruso“, gli allievi di Barbara Luoni – ottavi nello short e quindi scesi sul ghiaccio come primi nel penultimo gruppo di lavoro – hanno aperto la performance staccando un buon triplo twist, chiamato di livello 4. Il primo problema è arrivato subito dopo, con la cruciale sequenza triplo toeloop/doppio axel/doppio axel, il cui flow è stato fermato dalla dama che, al termine del primo axel, non è riuscita ad attaccare il secondo, fermandosi bruscamente. Dopo aver passato in rassegna il sollevamento reverse lasso, anche questo assegnato del massimo livello, i portacolori hanno completato senza patema alcuno il triplo salchow in parallelo, preludio invece di un triplo rittberger lanciato molto sofferto ed arrivato in modo scomposto. Un’imprecisione che sarà ancora più accentuata nel secondo salto lanciato, il triplo salchow, atterrato con le mani sul ghiaccio.
Completando in modo positivo il resto delle difficoltà, vedi l’axel lasso (livello 4), il sollevamento del gruppo 3 (livello 4) la spirale (livello 3), la trottola d’insieme (livello 4) e la sequenza coreografica, Conti-Macii si sono dovuti accontentare di un punteggio nel segmento appena sopra i 130 punti, precisamente 131.49 (65.26, 67.23) per il totale di 203.19, purtroppo basso per poter mettere pressione agli avversari e lottare per le posizioni che contano. Non manca il rammarico, sia chiaro, specie per il valore dei rivali (oro escluso). Ma le sensazione è che i nostri ragazzi si siano presentati all’appuntamento leggermente scarichi, probabilmente anche a causa del bronzo ottenuto nel team event che ha dato una botta di adrenalina non semplice da amministrare.
Ma la meraviglia dello sport è quello di riuscirsi ad emozionare anche per atleti che nulla c’entrano con il proprio Paese di appartenenza, come nel caso dei giapponesi Riku Miura-Ryuichi Kihara, artefici di una rimonta storica per molteplici motivi. I nipponici, mettendo in scena un vero e proprio capolavoro, per la prima volta sono riusciti a conquistare la medaglia d’oro partendo dal quinto piazzamento nel segmento breve. A questo si aggiunge anche il primo trionfo nella specialità per il Sol Levante, storicamente competitiva solo in campo individuale.
I pattinatori seguiti da Bruno Marcotte, Meagan Duhamel, consapevoli di essere spalle al muro, hanno probabilmente eseguito il programma più bello di questa rassegna a cinque cerchi, proponendo un layout con una qualità estrema: una poesia in tal senso i due lanciati lutz e rittberger, così come i tre sollevamenti, realizzati con una velocità fuori dal comune ed impreziositi da entrate ed uscite creative, difficilissime ma affrontate con una semplicità disarmante. Sbaragliando la concorrenza tra grado di esecuzione e secondo punteggio, gli asiatici si sono spinti vicino la zona “Savchenko-Massot”, stampando la bellezza di 158.13 (82.73, 75.40) per 231.24 e prendendo un largo praticamente impossibile da raggiungere per i diretti rivali, anche con tutta la buona volontà possibile.
Non sono riusciti a tenere botta, così come era normale che fosse, i leader della gara Minerva Fabienne Hase-Nikita Volodin, traditi dai salti in parallelo scivolando così sul gradino più basso del podio con 139.08 (68.92, 69.26) per 219.09 cedendo il passo ai georgiani Anastasiia Metelkina-Luka Berulava, medaglia d’argento con per 221.75 perdendo leggermente quota solo all’arrivo del triplo rittberger lanciato, atterrato con uno step-out.
Menzione d’onore per gli ungheresi Maria Pavlova-Alexei Sviatchenko, saliti ancora di colpi tanto da completare un libero senza errori valutato 131.39 (75.50, 65.89) per 215.26, score valido per il quarto posto. Da segnalare infine la dodicesima piazza di Rebecca Ghilardi-Filippo Ambrosini, i quali hanno confezionato un free da 122.78 (62.33, 60.45) per 191.86.
CLASSIFICA FINALE COPPIE D’ARTISTICO
Fonte: OA Sport – Articolo completo
