Un progetto nato sotto cattivi auspici. Il Mondiale di Formula 1 del 2026 porta con sé numerosi spunti di riflessione. Il cambio epocale su vetture e power unit sta alimentando un acceso dibattito tra gli addetti ai lavori e, dal punto di vista dei piloti, il grado di soddisfazione per questo mutamento di spartito appare piuttosto limitato.
La gestione delle nuove monoposto non convince e, come ammesso dallo spagnolo Fernando Alonso ai microfoni di Sky Sport, l’importanza del pilota rischia di essere ridimensionata rispetto alla necessità di disporre di “energia” nel propulsore, sfruttando al massimo le capacità di ricarica dal punto di vista elettrico.
Alonso, però, non nasconde anche le proprie preoccupazioni per quanto sta accadendo all’interno della sua squadra. Aston Martin, infatti, sta attraversando un momento di grande difficoltà. La scuderia britannica era tra le osservate speciali di questa pre-season, soprattutto alla luce dell’arrivo del geniale Adrian Newey, chiamato a ricoprire un ruolo inedito anche da Team Principal, oltre che da progettista della nuova monoposto.
Un pacchetto che, tuttavia, fatica a trovare la giusta amalgama, complice soprattutto la criticità legata al motore Honda. Nel corso dei test disputati a Sakhir (Bahrain), la monoposto ha evidenziato carenze significative in termini di potenza, accompagnate da un problema di eccesso di peso.
L’aria che tira, in altre parole, non è delle migliori. Secondo quanto riportato dalla BBC, Newey avrebbe riferito alla F1 Commission che la power unit nipponica non sarebbe in grado di recuperare l’energia minima richiesta dal regolamento. Il sistema, infatti, non raggiungerebbe nemmeno la soglia di 250 kW di recupero energetico, figuriamoci i 350 kW utilizzabili in condizioni specifiche. Un quadro che lascia intendere come, in casa HRC, ci si sia fatti trovare decisamente impreparati di fronte alla nuova sfida regolamentare.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
