Biathlon femminile, i nomi nuovi dell’Italia da monitorare e le possibili novità verso le Olimpiadi di Annecy 2030

L’Italia del biathlon femminile si è congedata da Dorothea Wierer, la donna che ha completamente cambiato la dimensione della disciplina in Italia, facendola uscire dalla sua nicchia di appassionati, rendendola, se non nazionalpopolare, quantomeno di pari dignità mediatica rispetto ad altri sport invernali storicamente più conosciuti e seguiti.

Lisa Vittozzi, di cinque anni più giovane della (quasi) trentaseienne tirolese, ha a sua volta saputo ottenere risultati assoluti, proseguendo e allargando il solco tracciato dalla veterana di successo, ormai da considerarsi una ex. La domanda è se qualcun’altra biathleta azzurra potrà assurgere ai medesimi livelli d’eccellenza in futuro.

Francamente, di “nuove Wierer” o “nuove Vittozzi” non se ne vedono, nel senso che non si scorgono ragazze con i crismi della predestinata come nei due casi citati. Cionondimeno, sarebbe precipitoso e infantile disperarsi o prevedere un futuro nefando per le carabine tricolore. Sostanzialmente tutte le nate nel XXI secolo hanno la potenzialità per crescere di rendimento negli anni a venire.

Allargando gli orizzonti, nessuno avrebbe mai pensato che la finlandese Suvi Minkkinen potesse raggiungere le quote alle quali sta volando ora. Si parla di una biathleta che, fino ai 29 anni, era una vera e propria comprimaria nel panorama della Coppa del Mondo. Difatti, non aveva mai concluso una stagione nelle prime 25 della classifica generale!

Guardatela oggi, Suvi Minkkinen, giunta a 31 primavere. È seconda nella graduatoria assoluta dell’inverno corrente, si è messa al collo medaglie olimpiche e iridate, oltre ad aver conquistato successi in competizioni di primo livello. Dunque, se lei è esplosa attorno alla trentina, perché il discorso non può valere per chiunque altra?

In conclusione, il biathlon è cambiato. Si matura molto più tardi rispetto al passato. Il discorso vale per tutte. Ne consegue che derubricare qualsiasi under-25 sarebbe un errore. Nessuno è in grado di prevedere il futuro, che talvolta assume contorni totalmente inaspettati. Quindi, quali sono i nomi italiani da seguire in ottica 2030? Tutti quelli di chi ha un “2” come prima cifra dell’anno di nascita.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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