Speed skating, i possibili nomi nuovi e le novità dell’Italia verso le Olimpiadi di Annecy 2030

Le Olimpiadi di Milano Cortina risuonano ancora nel nostro cuore, pur appartenendo ormai all’album dei ricordi. Nello speed skating le emozioni sono state fortissime. Tre ori e due bronzi andavano ben oltre le aspettative: cinque podi nel pattinaggio di velocità su pista lunga ai Giochi non si erano mai visti. Neppure quando, vent’anni fa, Enrico Fabris e gli altri eroi di Torino 2006 avevano dimostrato che anche nell’arte tipica dei maestri olandesi potevano nascere capolavori degni di Caravaggio, e non soltanto di Vincent van Gogh.

Francesca Lollobrigida, il team pursuit maschile, Andrea Giovannini e Riccardo Lorello sono nomi ormai impressi sul ghiaccio. Resta però una domanda di fondo: quanto di quanto visto al Milano Speed Skating Stadium rappresenterà una cattedrale destinata a restare intatta sotto la neve del tempo? Gran parte delle punte della Nazionale italiana è infatti in un’età agonistica avanzata e non sarà presente ai prossimi Giochi Invernali in Francia.

Tuttavia, non mancano gli atleti su cui poter costruire il futuro. Lorello, già bronzo olimpico, classe 2002, ha margini di crescita importanti in distanze in cui esperienza e maturazione fisica e mentale risultano decisive, come i 5000 e i 10000 metri. Il testimone di Davide Ghiotto potrebbe dunque essere raccolto dal lombardo, oltre che dal fratello minore Manuel e da Manuel De Carli: quest’ultimo, 21 anni, si è già messo in luce come primatista nella classifica di Coppa del Mondo dei 3000 metri Neo Seniors.

In ambito maschile, un altro atleta che può ambire a un ruolo da protagonista nel prossimo quadriennio è Daniele Di Stefano. La sua storia sportiva, iniziata nel pattinaggio a rotelle e proseguita relativamente tardi sul ghiaccio, lascia intravedere ulteriori margini di crescita. Il settimo e il quinto posto ottenuti a Milano Cortina rispettivamente nei 1000 e nei 1500 metri rappresentano tappe intermedie significative nel percorso del classe ’99 laziale.

Sul versante femminile, la trentina Serena Pergher (classe 2004) è andata a un passo da una medaglia clamorosa nei 500 metri, fermandosi a soli tre centesimi dal podio. Le qualità non sono in discussione e, se l’azzurra dovesse proseguire nel trend mostrato nell’ultima stagione, gli obiettivi futuri potrebbero essere decisamente ambiziosi.

Nelle specialità di Lollobrigida, che non sarà sul ghiaccio ai Giochi transalpini, Emily Tormen e Giulia Presti (classe 2005) rappresentano profili nei 1500 e 3000 metri su cui lo staff guidato da Maurizio Marchetto potrebbe concentrare il lavoro del prossimo quadriennio. Entrambe hanno già lasciato intravedere segnali incoraggianti a livello giovanile. La sfida sarà nuova e complessa, anche in un contesto organizzativo poco favorevole dal punto di vista impiantistico. Ma Marchetto e il suo gruppo sono abituati a trasformare le difficoltà in risorse, facendo di necessità virtù.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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