Monaco racconta: “Sta tornando il Sinner che vogliamo, ma non è guarito del tutto e ha delle remore”

Nuova giornata per i tornei ATP e WTA Masters 1000 di Indian Wells. Sul cemento statunitense, uno dei tornei più importanti della stagione, sono andati in scena gli ottavi di finale per il singolare. Italia che ha visto il numero due al mondo Jannik Sinner avanzare ai quarti dopo un convincente successo su Joao Fonseca. Eliminata invece Jasmine Paolini. A commentare questa giornata Guido Monaco.

Sul tennis femminile: Allora, io divento matto, ragazzi, io divento matto perché se sento ancora dire una volta che il tennis femminile è a un livello basso io sparisco, mi emigro, vado via, basta. Ma ragazzi questa ragazza qua mai messo piede nei cento. Dopo poi parliamo dei difetti, dei problemi, di tutto di Paolini. Ma questa ragazza qua non ha mai messo piede nelle prime cento, è giovane però non è una teenager, ok? Recentemente si è dovuta mettere negli ITF 75.000 con buoni, ottimi risultati, ha vinto le sue partite per l’amor del cielo. Ma questa ragazza qua servizio dritto, rovescio, forza fisica, senso dell’impatto sulla palla, trepitoso, ti sfonda la palla, cioè è un qualcosa. E questa, ripeto, è centodieci del mondo, poi salirà, indubbiamente salirà, si conosceva, si sapeva che era un potenziale ottimo. Cioè, negli anni ’90, 2000, ma anche più recenti, tanto decantati, una giocatrice centodieci che giocasse così non si vedeva neanche col binocolo“.

Com’è stata la prestazione di Paolini? Ondivaga come è un po’ il tennis di Paolini, anche nei momenti migliori. Io conto sulle dita di una mano che la prestazione di Paolini continua dall’inizio alla fine, perché ci sono delle motivazioni anche tecniche, con un tennis molto rischioso. Comunque non dimentichiamoci che è un folletto in mezzo alle giganti, no? E quindi deve anche fare di necessità virtù, col servizio in allungo, e qui vengo alla fase difensiva. Anche questo secondo me è un luogo comune, Jasmine non è forte in difesa. Jasmine è una grandissima colpitrice di palla, è una giocatrice che ha una potenza straordinaria, nonostante l’altezza, però in difesa tante volte non è così competitiva, perché comunque è una ragazza che non è leggera. Quindi nel breve può essere agile, ma quando deve tenere in piedi, lo vedete soprattutto dalla parte rovescio, anche perché si impunta spesso ad arrivare in corsa di rovescio, a voler tirare questo rovescio a filo rete. Io divento matto invece di tirare su dei bei candeloni. Comunque ha una fase difensiva che è un po’ sopravvalutata. Occasione, certo, perché quando ti trovi agli ottavi in un torneo così, con una ragazza inesperta e con un andamento di parità così, la dovresti sfruttare”.

Differenza tra tennis maschile e femminile: “Se guardi il tennis femminile con gli occhi del tennis maschile è ovvio che sarai insoddisfatto. Se non fai uno sforzo di capire certe dinamiche, ti dico solo che neanche io amo tutte le partite femminili, non è che voglio fare il fenomeno. Sto dicendo che c’è del molto buono anche da giocatrici che magari non sono conosciute e ci sono molti pregiudizi sul tennis femminile che obiettivamente sono molto antipatici”. 

Sul prossimo avversario di Sinner: “Tien non sta impressionando fino ad ora, ha approfittato di Tiafoe e Davidovich non al top. È mancino, ha messo su un servizio rinforzato di 15-20 km/h sulla prima palla, tira forte ma non è battitore, se lo costruisce”. 

Sul dritto di Fonseca: “Un colpo totalmente illegale, è un qualcosa che si è visto raramente su un campo da tennis. Ha la potenza, ma poi anche la presa degli angoli”. 

Sulle altre qualità: “Non è che si muove male, eh, adesso poi sicuramente deve crescere da quel punto di vista. Questo dritto strepitoso a passare quasi in secondo piano sia il servizio che il rovescio, non è che siano male. Mi ha impressionato all’ingresso in partita, perché non ha avuto il contraccolpo della prima volta. E poi, come ha detto Sinner, questo non ha paura”.

Un paragone tra Fonseca e Sinner: “È impressionante come la crescita nel ranking di loro due, sebbene Fonseca abbia avuto una crescita completamente diversa, perché si è dedicato molto alle junior, mentre Sinner non l’ha fatto praticamente per niente. Però diciamo che loro arrivano a inizio ’24, Fonseca a 17 anni e mezzo, e Sinner ad inizio ’19, cioè a 17 anni e mezzo, perché sono tutti e due di agosto, partendo Fonseca dal 727 ATP, Sinner dal 553 ATP, raggiungono la top 200 praticamente tutti e due a 17 anni, quasi 18. La top 150 a 18 anni e due mesi Fonseca e a 18 anni Sinner. La top 100 a 18 anni e quattro mesi Fonseca e a 18 anni e due mesi Sinner. La top 50 a 18 quasi 19 Fonseca a 19 e due mesi Sinner. E il best, quello che è stato il best ranking a oggi di ’24 di Fonseca, adesso è un po’ più indietro, a 19 anni e due mesi quando è arrivato a 23, Sinner praticamente aveva 19 anni e mezzo. Cioè, la loro crescita di ranking è in questo momento esattamente in parallelo. Vuole dire tanto? Vuole dire poco? Non lo so, sicuramente la partita di ieri sera fa sospettare che magari questo ragazzo possa davvero diventare il famosissimo terzo incomodo”. 

Su Sinner: “Se è vero come in parte è vero che arrivava a questo torneo con uno che dove aveva bisogno di risposte, non era certo in crisi ma aveva bisogno di risposte, quella di ieri sera è stato un ulteriore passo verso il tornare a essere al top. Il top player vuole testarsi sotto pressione e vedere come reagisce: ha avuto risposte importanti. Questi tre turni lo portano in condizione tale che non mi stupirei se alzasse il livello come sempre, preparando la finale che tutti aspettiamo, spalla a spalla. Sta tornando il Sinner che vogliamo”.

Però: “Non è guarito del tutto. Ha remore, non è mentalmente al top: un ragazzo come lui vive le cose in modo intenso, con esperienze negative di crampi e sconfitte. Non si sente sicuro al 100%. Sta però recuperando sicurezza”. 

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Fonte: OA Sport – Articolo completo

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