Per la prima volta nella ventennale storia del torneo il Venezuela vince il World Baseball Classic. L’edizione 2026 si chiude al sapor vinotinto: gli USA escono battuti per 3-2 da un ultimo atto incerto fino alla fine, e deciso soltanto nel nono inning. Mai, nelle cinque edizioni precedenti, una selezione sudamericana si era portata a casa il Classic, e mai nemmeno era accaduto che l’America del Sud avesse una sua rappresentante nell’ultimo atto prima di quanto accaduto al LoanDepot Park di Miami.
Si inizia con Eduardo Rodriguez da una parte e McLean dall’altra come lanciatori partenti, ma, a parte un doppio gioco firmato Bregman-Turang-Harper su Acuña e Maikel Garcia, nei primi due inning si vede poco. Nel terzo le cose cambiano: singolo di Perez, walk di Acuña, lancio pazzo di McLean che manda i due citati in posizione punto, poi arriva la battuta lunghissima di Garcia che finisce eliminato, ma offre a Perez tutto il tempo di siglare l’1-0 Venezuela.
Un singolo di Turang nella terza ripresa e una base ball guadagnata da Schwarber nella quarta non cambiano le cose nell’immediato, anzi nella quinta ad aprire i conti ci pensa Abreu, che tira centrale per il solo homer del 2-0. Poco dopo finisce la partita di McLean, sostituito da Keller. Cominciano a entrare anche i rilievi venezuelani, dei quali Bazardo è il primo. Gli USA provano qualche variante (Crow-Armstrong dentro per Buxton da esterno centro), ma fino all’ottavo inning l’attacco a stelle e strisce fa parecchia fatica.
Poi, improvvisamente, cambia tutto. Non tanto per il walk di Witt, quanto per un unico colpo secco di Harper, che intercetta il lancio di Machado e fa finire la palla direttamente oltre le recinzioni. In un attimo è 2-2, tutto ancora da decidere, una situazione ancor più preziosa per gli USA visto che l’home run arriva con due out. Il terzo toccherà poi a Judge. A quel punto si decide tutto all’ultimo inning, che finisce per bastare.
Cambi da tutte e due le parti: gli USA inseriscono Whitlock sul monte, poi c’è il walk di Arraez, che viene sostituito dal pinch runner Sanoja, il quale (nonostante il challenge americano) riesce a rubare la seconda base. E poi si presenta in battuta Suarez: palla altissima e anche profonda, è un doppio, entra il punto di Sanoja ed è 3-2 Venezuela con i tifosi impazziti. Tocca a Rogers completare il turno di lancio, poi i venezuelani rimettono, come contro l’Italia, Palencia sul monte (e Contreras per Sanoja). Arrivano veloci i tre out su Schwarber, Henderson e Anthony: il Venezuela è campione.
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