C’è un’ipotesi che, se confermata, potrebbe rappresentare uno snodo decisivo nella carriera di Luca Nardi: l’inizio di una collaborazione con Renzo Furlan. Un’idea ancora in fase embrionale, ma già sufficientemente concreta da alimentare aspettative e riflessioni sul futuro del talento marchigiano.
A rivelarlo è stato lo stesso Furlan durante una puntata di Sky Tennis Club, senza sbilanciarsi troppo ma lasciando intendere che qualcosa si stia muovendo: “Sì, ci sono dei lavori in corso, potrebbe essere una bellissima sfida“. Parole misurate, come nello stile dell’ex top 20 veneto, che però aprono a uno scenario intrigante.
Furlan, reduce dalla lunga e fruttuosa esperienza accanto a Jasmine Paolini, guarda a Nardi come a un progetto da costruire con pazienza e profondità. Il tecnico non nasconde l’interesse per il potenziale del pesarese: “È un giocatore che ha un potenziale enorme e quindi fa sempre piacere poter lavorare con un giovane dall’enorme potenziale. Credo che il primo periodo sarà proprio mirato a questo, a cercare di capire un po’ di più del ragazzo, conoscerci, creare l’alchimia giusta per provare a fare cose buone, cose all’altezza del suo talento“.
Proprio il concetto di “primo periodo” lascia intuire la natura del possibile accordo: una fase iniziale di conoscenza reciproca, quasi un laboratorio in cui testare compatibilità tecnica e umana prima di formalizzare un impegno a lungo termine. Un approccio prudente, ma coerente sia con il momento di Nardi sia con il metodo di lavoro di Furlan.
Il tempismo, del resto, è particolare. Nardi è fermo per una frattura all’ulna del braccio sinistro, rimediata dopo una caduta durante le qualificazioni di Indian Wells. “Ho avuto una brutta caduta. Solo dopo alcuni accertamenti fatti negli ultimi giorni abbiamo scoperto che si tratta di una frattura dell’ulna. Sono molto dispiaciuto, ma ora è il momento di fermarmi, recuperare bene e lavorare per tornare il prima possibile. Farò di tutto per ripartire al meglio“, ha spiegato il giocatore sui social. Uno stop forzato che, paradossalmente, potrebbe trasformarsi in un’opportunità: tempo per riflettere, per riorganizzare il proprio percorso e, eventualmente, per gettare le basi di una nuova collaborazione.
Il 2026 di Nardi, fin qui, ha raccontato ancora una volta una storia di lampi e discontinuità: la finale Challenger a Manama e i quarti a Montpellier restano episodi isolati in una stagione che non ha ancora trovato una direzione chiara. D’altronde, il talento non è mai stato in discussione. Piuttosto, è mancata quella continuità – mentale prima ancora che tecnica – necessaria per stabilizzarsi ad alto livello.
Anche le scelte passate hanno contribuito a rallentare il processo di maturazione. La separazione da Giorgio Galimberti, arrivata a sorpresa dopo l’exploit contro Novak Djokovic a Indian Wells due anni fa, è solo uno degli esempi di un percorso finora frammentato. Oggi, con una classifica che lo vede fuori dalla top 100 dopo aver toccato il best ranking di numero 67 nel 2025, Nardi è chiamato a trovare una propria identità tennistica.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
