Domenica 22 marzo, la MotoGP farà il proprio ritorno in Brasile dopo ben 22 anni. Tuttavia, non si correrà a Jacarepaguà, dove si è gareggiato tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, bensì a Goiania. L’autodromo è lo stesso che ospitò il Gran Premio sul finire degli anni ’80, seppur ammodernato nelle sue infrastrutture e nel manto asfaltato.
Cionondimeno, il layout non è cambiato. A ben pensarci, quali sono le piste brasiliane soggette a importanti modifiche? Interlagos, de facto, è la stessa dal 1990. La Formula 1 vi corre ininterrottamente senza che vi siano state modifiche di rilievo nel disegno del tracciato. Per Goiania vale più o meno lo stesso discorso, perché non è stata apportata alcuna novità rispetto al concetto originario.
Dunque, si parla di un autodromo vecchio stile. Già questi connotati potrebbero rappresentare un’anomalia. Per i centauri, doversi adattare a un contesto vintage, implica che vi sia la possibilità di dover trovare un set-up delle moto di compromesso, lontano da quello ideale. In realtà, senza alcun riferimento pregresso, bisognerà giocoforza adattarsi e improvvisare.
C’è però un altro fattore da tenere in considerazione, ossia l’altitudine. Goiania è edificata nell’Altopiano Centrale del Brasile e l’autodromo intitolato alla memoria di Ayrton Senna è situato a circa 750 metri di quota. La MotoGP non è abituata a gareggiare in scenari dall’aria rarefatta, pertanto è verosimile che i motori possano subire un calo di potenza.
Per intenderci, l’unico contesto comparabile è quello del Red Bull Ring, in Austria, situato però a 650 metri, 100 più in basso. A seguire c’è MotorLand Aragon, costruito però a “soli” 380 metri di altezza! Ne consegue che solo l’autodromo austriaco può dare un metro di paragone legato alle conseguenze che l’altura può avere sui motori.
Storicamente, l’Austria è una roccaforte Ducati. Da quelle parti, la Casa di Borgo Panigale ha ricominciato a vincere dopo un lunghissimo digiuno e, anche quando non era la potenza egemone della MotoGP, vi si esprimeva a un livello superiore alla sua media stagionale.
Sarà così anche a Goiania? A Buriram, le Desmosedici sono apparse vulnerabili rispetto alle Aprilia (ma non solo). Se i rapporti di forza non dovessero cambiare, allora comincerebbe a suonare un campanello d’allarme per chi ha vinto, anzi STRAvinto, gli ultimi quattro Mondiali, con tre piloti differenti.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
