Pagelle Milano-Sanremo 2026: Pogacar li sgretola uno dopo l’altro; Ganna si eclissa

PAGELLE MILANO-SANREMO 2026 

Tadej Pogacar, 10 e lode: oggi ha messo in mostra una superiorità ancora più dirompente del solito. La caduta prima della Cipressa non è stata di poco conto, ed ha lasciato importanti escoriazioni. Eppure ha colmato come se nulla fosse un divario di una trentina di secondi, ha attaccato dopo il forcing della squadra e, uno dopo l’altro, li ha sgretolati tutti. Il vero colpaccio lo ha realizzato sul Poggio, quando si è liberato della ruota di Van der Poel. Una nuova beffa sembrava aleggiare con Pidcock a ruota, ma lo sloveno ha approcciato lo sprint conclusivo con una determinazione famelica: nulla avrebbe potuto privarlo dell’agognato successo. Adesso anche la Classicicissima figura nel palmares di questo fenomeno che sta riscrivendo per sempre la storia del ciclismo. Attenzione: l’idea di provare a vincere tutte le Classiche Monumento nello stesso anno diventa adesso tutt’altro che peregrina…

Tom Pidcock, 9,5: non ha vinto, ma ha disputato di gran lunga la miglior corsa su strada in carriera. Impressionante la facilità con cui ha retto alle rasoiate di Pogacar prima sulla Cipressa e poi sul Poggio. Ha covato a lungo il sogno del colpaccio, saltando diversi cambi con furbizia e provando a risparmiare energie. Ma allo sprint è mancato qualcosa.

Mathieu Van der Poel, 5: sembrava di rivivere un copione quasi identico a quello del 2025, quando Pogacar attaccava in tutti i modi, ma l’olandese non perdeva un metro. Questa volta, dai e dai, le gambe del campione in carica hanno alzato bandiera bianca sul Poggio. L’ultimo ad aver vinto la Milano-Sanremo per due edizioni di fila rimane il tedesco Erik Zabel (2000-2001).

Wout Van Aert, 7: molto sfortunato. È tra i coinvolti nella caduta provocata da Pogacar, tuttavia perde molto più tempo rispetto allo sloveno per rientrare in gruppo. Il contrattacco al termine della discesa del Poggio, che gli è valso il podio, testimonia che la condizione di forma era ottima. E forse sarebbe potuto stare insieme a Pogacar, Van der Poel e Pidcock sulla Cipressa.

Andrea Vendrame, 7: a 31 anni ottiene un sesto posto che rappresenta uno dei momenti più alti della carriera di un corridore che ha vinto anche due tappe al Giro d’Italia. È il migliore degli azzurri al traguardo.

Matteo Trentin, 6,5: a 36 anni suonati è ancora lì nel vivo nella corsa, da protagonista. La nona piazza va considerata lusinghiera per un corridore fin troppo sottovalutato e che il ciclismo italiano rimpiangerà.

Edoardo Zambanini, 6,5: il decimo posto testimonia che le qualità ci sono. Deve credere maggiormente nel proprio potenziale.

Filippo Ganna, 4: quando la corsa entra nel vivo, il capitano della Ineos si eclissa. Capisce subito di non poter tenere il ritmo di Pogacar sulla Cipressa. Da quel momento non si è più visto.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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