Greg Rusedski giudica Joao Fonseca: “Servirà almeno un anno per puntare al vertice”

Le parole di Greg Rusedski accendono i riflettori su Joao Fonseca e sul suo potenziale nel panorama del tennis mondiale. Più che i risultati immediati del Sunshine Double, è proprio la lettura dell’ex numero uno britannico a offrire una chiave interessante per interpretare il momento del giovane talento sudamericano.

Fonseca si è misurato in rapida successione con due riferimenti assoluti come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, tra Indian Wells e Miami Open. Ma al di là delle prestazioni, secondo Rusedski il vero punto è il percorso ancora in evoluzione del brasiliano.

Fonseca è ancora a circa un anno dall’unirsi a quel trio, perché sta ancora imparando a gestire e ad adattare alcuni aspetti del suo gioco“, ha spiegato Rusedski. Una valutazione netta, che riconosce il talento ma allo stesso tempo invita alla pazienza: il salto definitivo verso l’élite non è ancora compiuto.

L’ex tennista britannico ha poi sottolineato come i segnali siano già molto incoraggianti: “Abbiamo visto segnali molto promettenti a Indian Wells, ma lui è davvero un giocatore di altissimo livello. E lo si è capito anche dal pubblico, non solo a Indian Wells ma soprattutto a Miami Open, dove si è visto quanto questo ragazzo sia già popolare. Questo può solo fare bene al tennis maschile“.

Rusedski si è soffermato anche su un aspetto tecnico interessante emerso proprio dalle parole di Fonseca, entrando nel confronto diretto tra i due dominatori attuali del circuito: “Fonseca ha detto una cosa molto interessante: è più facile giocare contro Jannik Sinner che contro Carlos Alcaraz. Alcaraz ha qualche dimensione in più: la palla corta, i cambi di traiettoria e di altezza, le discese a rete, la capacità di transizione in avanti“.

Un’analisi che evidenzia la complessità del gioco dello spagnolo e che, indirettamente, misura anche il livello di maturità tattica che Fonseca dovrà raggiungere. Non a caso, Rusedski ha aggiunto un dettaglio chiave sulla gestione dei match: “Avrei voluto che Fonseca partisse meglio, perché quando concedi vantaggio a Carlos, lui scappa via nel punteggio e diventa difficilissimo riprenderlo. Non ci sono stati cali“.

Infine, lo sguardo si sposta sul futuro, con una prospettiva che alimenta le aspettative: “Con il pubblico straordinario che abbiamo visto per quella partita, questa è una rivalità che potremo goderci tra un anno“. È proprio questo il punto centrale: Fonseca non è ancora stabilmente al livello dei primi due, ma secondo Rusedski il tempo gioca dalla sua parte. Il talento e la potenza non sono in discussione; ciò che resta da verificare è la continuità, soprattutto nei tornei dello Slam. Il prossimo banco di prova sarà il Roland Garros, dove il brasiliano dovrà dimostrare non solo di poter competere, ma di saper reggere fisicamente e mentalmente le lunghe battaglie al meglio dei cinque set.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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