Continua il periodo molto negativo di Matteo Arnaldi, che a Miami, per sua stessa ammissione, sembrava aver ritrovato delle chiavi buone nonostante la sconfitta all’esordio. All’ATP 250 di Bucarest, però, il sanremese esce di scena in maniera netta, per 6-3 6-1 contro lo slovacco Alex Molcan, proveniente dalle qualificazioni, un passato da numero 38 del mondo, ma ora sceso al numero 189.
Di fatto, è come se il match fosse diviso in due tronconi ben distinti. Nel primo ci sono game lottati a non finire, un primo set nel quale i primi tre giochi finiscono tutti ai vantaggi. Ed è nel terzo che arriva il primo break di Molcan, che apre una serie di tre servizi strappati di fila al termine del quale lo slovacco si issa sul 3-2 e, poi, sul finire del parziale prende ancor più lo slancio per chiudere a 15 in risposta e assicurarsi il 6-3.
Di qui in avanti il servizio di Molcan inizia a funzionare senza problemi, perché vince tutti i game a zero quando è alla battuta. Contemporaneamente, per Arnaldi la situazione non è esattamente la stessa: subisce due break a 30, e il parziale di sette game consecutivi lo interrompe soltanto quando il punteggio è già di 6-3 5-0. All’atto pratico, servono pochi minuti affinché si proceda a definire il 6-3 6-1.
Per Arnaldi la situazione non è buona soprattutto per due ragioni: 57%-80% di punti vinti con la prima e un saldo vincenti-errori gratuiti che dice 16-34 contro l’11-15 di Molcan. Il sanremese quest’anno ha vinto appena una partita, la prima dell’anno a Brisbane contro il francese Hugo Gaston, poi ha perso a Melbourne contro Rublev e nei due 1000 americani contro McDonald e Shevchenko. Il tutto dopo aver avuto a lungo problemi con la caviglia sinistra: finiti quelli, adesso servirà ritrovare una fiducia che, al momento, non è ancora tornata.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
