L’incubo continua. Nonostante l’allargamento del torneo da 32 a 48 squadre, l’Italia ha infatti fallito per la terza edizione consecutiva la qualificazione alla fase finale dei Mondiali di calcio. Una striscia negativa senza precedenti nella storia del Bel Paese, che a questo punto dovrà attendere come minimo il 2032 per tornare a disputare la Coppa del Mondo (la precedente partecipazione risale al 2014).
Decisiva la sconfitta di ieri sera a Zenica nella finale playoff contro la Bosnia, che si è imposta ai rigori dopo aver pareggiato 1-1 nei tempi regolamentari e poi anche ai supplementari. Tanti rimpianti per gli Azzurri, costretti a giocare in inferiorità numerica dal 40′ del primo tempo a causa dell’espulsione di Alessandro Bastoni dopo essere passati in vantaggio con il gol di Moise Kean al 15′, venendo ripresi al 79′ dalla rete di Tabakovic e pagando dazio nella serie conclusiva dal dischetto (fatali gli errori di Pio Esposito e Bryan Cristante).
Nella conferenza stampa post-partita ha parlato anche il presidente della FIGC Gabriele Gravina, protagonista della seconda mancata qualificazione al Mondiale durante il suo mandato, elogiando nonostante tutto il lavoro del CT Gennaro Gattuso: “Gli ho chiesto di rimanere, è un grande allenatore. Non avete visto un momento di grande umanità in spogliatoio tra lui e i ragazzi, coi quali c’è grande sintonia. Sono stati eroici, hanno dato tutto, poi farete le vostre valutazioni, ma la parte tecnica va sicuramente salvaguardata“.
Niente dimissioni immediate da parte del numero uno della Federazione italiana: “C’è un Consiglio Federale che è la sede giusta per fare queste valutazioni, ne ho convocato uno per la prossima settimana, faremo noi le valutazioni, al nostro interno. Capisco la richiesta di dimissioni a piè sospinto, ci sono abituato ultimamente. Ma le decisioni verranno prese lì“.
Su un paio di scelte arbitrali dubbie che hanno penalizzato gli azzurri: “In una gara del genere alcune decisioni meritavano un maggior approfondimento ma dobbiamo pensare che c’è un mondo che va ridisegnato con lucidità, senza lasciarsi prendere da delusione e amarezza che in questo momento sono profonde. Faremo riflessioni molto più approfondite nelle sedi deputate, si deve tenere conto quando si fanno questi discorsi che la federcalcio non può decidere come costituire una squadra, noi facciamo sintesi di cosa mette a disposizione il campionato“.
Interpellato sul motivo per cui l’Italia vince negli altri sport mentre fatica nel calcio, Gravina ha detto: “Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici, facciamo rapporti su basi di equità. Si possono fare scelte diverse, come l’impegno di giovani all’interno degli under nei propri tornei, gli altri sono sport di Stato, come quelli invernali, tolta Arianna Fontana sono tutti dipendenti dello Stato. Sappiamo di essere in un momento di grande crisi, la riflessione spetta anche al mondo della politica, che vedo che accelera solo per la richiesta di dimissioni. Vorrei un solo provvedimento che ci aiuti nella crescita. Vale per il sistema di norme, regole, che ti impediscono di adottare certe scelte, chiaro che siamo ingessati. La responsabilità oggettiva è mia, mi sono sempre assunto le mie come stasera, ma quanto è accaduto non deve intaccare quello che hanno fatto i ragazzi, che stasera meritano grande rispetto“.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
