Continua la storia ai limiti dell’incredibile di Marco Trungelliti. Il destino, forse, gli ha davvero regalato la chance di un lieto fine: l’argentino batte anche Luciano Darderi, prima testa di serie dell’ATP 250 di Marrakech, per 6-4 7-6(2) in due ore e 6 minuti, e giocherà domani la prima finale in carriera sul circuito maggiore. A 36 anni, dopo che le denunce in tema di scommesse, che nel 2017 avevano causato varie squalifiche, lo avevano reso ingiustamente odiato da una parte dello spogliatoio, sfiderà domani uno tra il giovane spagnolo Rafael Jodar e l’altro argentino Camilo Ugo Carabelli.
Primo game e primo break per Darderi, che sfrutta un doppio fallo commesso da Trungelliti ai vantaggi, solo che è molto rapida la restituzione a zero. Poi arriva anche un’accoppiata di chance per il classe 2002, che però non le sfrutta e, in breve, inizia a mostrare tratti di deconcentrazione o comunque meno grinta del suo solito. Ne approfitta Trungelliti, che si va a prendere il break di vantaggio nel sesto game, restituito però dopo una lunga lotta nel settimo. Si prosegue ancora secondo crismi di una certa battaglia, ma quando il peggio sembra passato Darderi, in un sol colpo, s’infila in un altro gioco complicato. E lo chiude con un doppio fallo, il che regala il 6-4 a Trungelliti.
Il nativo di Villa Gesell cerca di rimettersi in marcia con un lungo primo game del secondo parziale, che però più dei vantaggi non regala. E, anzi, arrivano altri disastri sull’1-2, perché con un doppio fallo Darderi regala ancora e Trungelliti si trova avanti 3-1. Il trentaseienne neo-top 100 è però costretto a restituire quanto guadagnato poco prima e non riesce neppure a sfruttare due palle nel 4-2 nel molto lottato game seguente. Marrakech s’infiamma per questa lotta, con spettatori che tifano ora per l’uno ora per l’altro mentre gli scambi seguitano a risultare di estrema durezza. Sul 5-6 ancora l’argentino va vicino a chiudere la questione, nel tie-break gode anche di un paio di episodi fortunati per andare sul 4-1, poi sul 5-2 con un bel dropshot seguito dal rovescio vincente. Ci sono due servizi, e bastano quelli a Trungelliti per regalarsi la prima finale ATP nella vita.
Impietoso il bilancio vincenti-errori gratuiti: 14-35 per Darderi, 27-29 per Trungelliti, a testimonianza del nervosismo da parte dell’italiano, espresso a più riprese anche all’indirizzo del proprio angolo. Com’è come non è, per Trungelliti, a 14 anni dalla prima partita in assoluto sul circuito maggiore, arriva anche il punto più alto finora della carriera, assieme al successo su Marin Cilic al Roland Garros 2016 quando il croato era numero 10 del mondo.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
