Mariano Navone, per la prima volta in carriera, è campione sul circuito ATP. L’argentino riesce nel suo intento a Bucarest, dove pure deve soffrire tre set prima di battere il sorprendente spagnolo classe 2004 Daniel Merida, che prima di questa settimana aveva disputato un solo match sul circuito maggiore, a Indian Wells. 6-2 4-6 7-5 il punteggio a favore di Navone, che rientra così nei 50 (sarà numero 42), e si garantisce anche, come vedremo, un ulteriore consolidamento dello status di grandissimo lottatore.
E dire che il primo parziale è tutto in mano a lui, all’uomo che entrò nella storia perché senza disputare match Slam precedenti al Roland Garros 2024 debuttò direttamente da testa di serie. 12 dei primi 16 punti vanno a Navone, il che vuol dire 3-0 con break di vantaggio. I game scorrono via facili, per l’argentino arriva una mezz’ora (29 minuti, a essere pignoli) perfetta con annesso 6-2.
Le cose cambiano dopo, perché improvvisamente sia l’uno che l’altro semplicemente smettono di concepire il servizio come qualcosa da mantenere. La situazione diventa tale che il vero break diventa il turno di battuta tenuto: ci riesce due volte Merida, una volta Navone, e lo spagnolo in questo modo riesce a firmare il 6-4 e a forzare il terzo parziale.
Una situazione nella quale il madrileno non solo sta benissimo, ma che lo vede sognare l’impresa per diversi minuti. Arriva anche fin sul 3-1, ma è qui che energie e fisico iniziano a lasciare Merida. In (quasi) un attimo Navone se ne accorge e raccoglie fino ad arrivare sul 5-3, ma lo spagnolo trova, chissà dove, la capacità di annullare due match point e piazzare un altro controbreak. Sul 6-5 per l’argentino, però, arriva un ultimo servizio strappato a 30, quello decisivo, dopo due ore e 18 minuti.
A Merida vanno comunque grandi applausi perché, partito dalle qualificazioni, ha profuso uno sforzo immenso per arrivare in finale e giocarsi le proprie carte contro un giocatore con esperienza di circuito maggiore infinitamente più elevata della sua. Una piccolissima beffa è che resta appena fuori dai 100: sarà numero 101, ma l’ingresso nel contesto delle due cifre è solo questione di tempo a questo punto.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
