Ad una settimana dalla debacle in Bosnia non cessa il dibattito nel mondo del calcio italiano, ancora ferito dalla clamorosa sconfitta alla finale dei play-off che terrà lontani gli azzurri dai Mondiali di calcio per la terza edizione consecutiva. E dopo un weekend in cui tanti big del movimento si sono espressi avanzando alcune interessanti proposte nella speranza che si rivelino risolutive, nella giornata odierna a tornare sull’argomento è stato Giancarlo Abete, attualmente a capo della Lega Nazionale Dilettanti.
Intercettato dai microfoni dell’agenzia di stampa ANSA, l’ex numero 1 della FIGC ha cercato di spostare il focus verso qualcosa di più radicato rispetto alla discussione che imperversa tra media e addetti ai lavori: secondo lui, infatti, più che di nomi sui possibili successori di Gennaro Gattuso si dovrebbe parlare di progetto:
“Bisogna partire dai contenuti e non dai nomi: si chiede un progetto che abbia senso di recuperare un livello di competitività che è venuto meno – ha detto Abete – Ci dobbiamo porre un problema, una riflessione sulla Nazionale e sul calcio italiano ad ogni livello,perché c’è un problema generale e non isolato: c’è stato un arretramento del calcio italiano anche in Champions, con l’Atalanta che è stata l’unica a raggiungere gli ottavi di finale“.
Abete ha poi aggiunto: “Una squadra di C può giocare con 11 stranieri e non si possono imporre obblighi, non si può imporre nulla a livello di calcio professionistico. Antonio Conte? Ha fatto bene e siamo stati competitivi agli Europei, è un tecnico di primissimo livello ma non lo devo direi io. Non mi pongo il problema di tornare, il mio nome sarà stato citato per ordine alfabetico e serve una riflessione strategica sul calcio in Italia: non è solo questione di risultati della Nazionale. Commissariamento? Tecnicamente in questa circostanza non è previsto e non è possibile; solo in caso di gestione amministrativa impropria, ma non su questioni sportive“.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
