Si va a concludere il mese di febbraio che ha visto il tennis lasciare spazio agli onori della cronaca ai Giochi Olimpici di Milano Cortina mentre a breve prenderà il via quello di marzo, un mese decisamente più importante. Siamo pronti per vivere due tornei di enorme importanza come Indian Wells e Miami, due Masters 1000 dal valore indicibile, inseriti nel classico Sunshine Double. Di questo e molto altro si è parlato nell’ultima puntata di Tennismania, in onda sul canale Youtube di OA Sport.
Massimiliano Ambesi, giornalista di Eurosport, ha iniziato il suo racconto dal momento dei tennisti di casa nostra: “Risultati un po’ sottotono per gli italiani in questo periodo del calendario ma penso che siano momenti che ci possono stare in un lungo percorso. I big si preparano per la trasferta statunitense, mentre i risultati degli ultimi giorni sono stati comunque incoraggianti, come Cobolli ad Acapulco. Berrettini? Ha scelto di giocare in Sud America sulla terra per provare una superficie che lo stressi meno a livello fisico. Un ragionamento che ci può stare. Abbiamo 4 italiani nei 20, una situazione mai vista prima e non va certo sottovalutata”.
Si passa poi ad analizzare il gioco del tennis nel suo complesso: “L’intensità del gioco è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni con destra-sinistra continui e spaccate per andare a salvare i punti. Lo si dice da tempo ed è un discorso che va ad inserirsi nell’obbligo di giocare un certo numero di tornei. Bisogna sapersi gestire in un mondo che presto vedrà i Masters 1000 passare da 9 a 10 con l’avvento di quello saudita, quindi i canonici 4 tornei del Grande Slam, senza dimenticare gli ATP 500 obbligatori. Facendo un calcolo, aggiungendo anche le ATP Finals, siamo a 19 tornei. Medvedev ha detto che i punti andrebbero calcolati solo nei Major e nei Masters 1000? Gli altri tornei quindi non avrebbero più senso?”.
Passiamo poi ad analizzare la situazione di Jannik Sinner: “Il ko contro Mensik è stato inatteso e particolare. Di solito al terzo è in grado di girare il match a suo favore, invece il ceco non ha sbagliato. Penso sia un normalissimo momento di calo, ma è giusto anche dire che, dopo aver spinto al massimo per 2 anni in mezzo a mille problematiche, può succedere una flessione. Lasciamo stare chi parla di crisi nera, di giocatore finito e chi lo critica in maniera eccessiva. Le aspettative su di lui sono sempre altissime e i giudizi severi dopo questi 2 ko non sono mancati”.
“La sconfitta con Djokovic penso abbia lasciato contraccolpi – ammette Ambesi – e avrà bisogno di tempo per metterseli alle spalle. Le occasioni mancate sono state troppe in un match che ha avuto del clamoroso. Se non erro 18 palle break non sfruttate con Nole. Incredibile. Ora arriva Indian Wells, torneo non troppo ideale per lui, dato che è il meno ostico per chi ama la terra. Vediamo come andrà e quali soluzioni troverà. Non solo, è l’unico torneo sul cemento che manca all’altoatesino. Penso che ci tenga a metterlo in bacheca. Questa trasferta americana avrà di sicuro un bel peso specifico. Dire che il suo obiettivo Parigi quest’anno è limitativo”.
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Fonte: OA Sport – Articolo completo
