Arianna Fontana risponde a Gravina: “Io chiamata in causa. Serve andare oltre le etichette”

Gabriele Gravina si è dimesso da Presidente della Federcalcio: due giorni dopo la mancata qualificazione della Nazionale Italiana ai Mondiali, il numero 1 del pallone tricolore ha deciso di abbandonare la poltrona e verranno indette delle lezioni il prossimo 22 giugno. Un passo indietro arrivato in seguito alla terza assenza degli azzurri dalla rassegna iridata e dopo anche una serie di dichiarazioni che hanno fatto parecchio discutere, tra cui la definizione di “sport dilettantistici” affibbiata ad altre discipline.

Gravina aveva affermato che l’Italia vinceva in altre specialità perché frequentate da dilettanti, a differenza del calcio da “professionisti”. Oggi sono state pervenute delle spiegazioni in cui si parlava di fraintendimento, ma nel frattempo tante stelle del panorama tricolore hanno replicato tramite i social. Si è fatta sentire anche Arianna Fontana, l’atleta italiana più medagliata di sempre alle Olimpiadi, tra l’altro nominata direttamente dall’ormai ex Presidente durante la conferenza.

Gravina l’ha menzionata mentre parlava di sci alpino, ma la valtellinese è una specialista dello short track, realtà in cui vanta 14 allori a cinque cerchi (tre ori, sei argenti, cinque bronzi). Arianna Fontana ha replicato attraverso il proprio profilo Instagram: “Martedì sera, finita la partita mi sono espressa attraverso una sequenza di stories su Instagram. Ho espresso come vedere la Nazionale mancare una qualifica mondiale abbia fatto male, perché come Paese siamo di più, perché dobbiamo volere di più, perché possiamo e lo abbiamo già dimostrato in tanti contesti e in tante discipline: alle Olimpiadi e Paralimpiadi estive e invernali, ai Mondiali, nel tennis, nei motori…”.

La 35enne ha poi proseguito:Ho condiviso questo pensiero prima ancora di sentire e leggere le dichiarazioni del presidente Gravina e di altri colleghi italiani. Sono stata anche citata durante la conferenza stampa, ma più che sentirmi chiamata in causa personalmente, credo che il punto vero sia un altro. Oggi serve una riflessione più moderna e più rispettosa sul valore reale dello sport italiano e di chi lo porta avanti ad altissimo livello. E forse anche la definizione di “professionista” dovrebbe tenere più conto di questo che di altri aspetti”.

Arianna Fontana ha concluso:Sarò tra i pochi atleti a non far parte di un gruppo sportivo militare, ma ci sono tantissimi atleti e atlete che vengono ancora definiti “dilettanti” quando in realtà vivono, lavorano, si allenano e competono da professionisti ogni singolo giorno. Con gli stessi sacrifici. La stessa pressione. La stessa responsabilità. E spesso con meno tutele e meno riconoscimento. E quindi, forse, la parola “professionisti”, nello sport, andrebbe davvero ridefinita. Oltre le etichette“.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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