Brignone, Lollobrigida, Fontana: leggende over 35. Quali alternative per il 2030?

L’Italia ha conquistato quattro medaglia nella giornata di giovedì 12 febbraio alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026: due ori, un argento e un bronzo. Al netto del terzo posto della staffetta a squadre di slittino, soffermiamoci sugli altri riscontri di lusso conseguiti dal Bel Paese perché portano la firma di tre donne over 35, pilastri assoluti del movimento tricolore tra neve e ghiaccio che hanno, per diversi motivi, trovano la consacrazione imperitura poche ore fa.

Federica Brignone, nata il 14 luglio 1990 (dunque la carta d’identità recita 35 anni e sette mesi), si è laureata Campionessa Olimpica di superG a dieci mesi di distanza dal terribile infortunio patito in seguito a una caduta ai Campionati Italiani: un vero e proprio cammino di caparbietà e tenacia che ha portato la fuoriclasse valdostana fino in cima all’Olimpo, dove non era mai arrivata (vantava un argento e due bronzi tra PyeongChang 2018 e Pechino 2022), e completando così un palmares da leggenda.

Francesca Lollobrigida, nata il 7 febbraio 1991 (ha spento le 35 candeline il giorno in cui ha conquistato la medaglia d’oro sui 3000 metri), ha firmato la doppietta nello speed skating: vittoria da brividi sui 5000 metri da Campionessa del Mondo, dopo aver dettato legge nella prima parte di gara e aver poi stretto i denti per imporsi con un decimo di vantaggio. Quinta italiana a mettersi al collo due ori nella stessa edizione dei Giochi Invernali dopo mostri sacri come Eugenio Monti, Alberto Tomba, Manuela Di Centa ed Enrico Fabris.

Arianna Fontana, nata il 14 aprile 1990 (tra un paio di mesi compirà 36 anni), si è messa al collo la medaglia d’argento sui 500 metri, la distanza più breve dello short track: dopo essere stata la grande protagonista del sorpasso e annesso break che ha trascinato l’Italia alla vittoria nella staffetta mista, la valtellinese ha conquistato la tredicesima medaglia della carriera ai Giochi e ha così eguagliato lo storico record di italiana più presente sul podio a cinque cerchi che apparteneva in solitaria allo schermitore Edoardo Mangiarotti.

Quattro highlander memorabili che rimarranno per sempre nel cuore degli appassionati, ma che purtroppo, per forza di cose, stanno vivendo la parte conclusiva delle proprie carriere. La longevità sportiva si è sempre più allungata e la forma fisica delle azzurre è oggettivamente invidiabile, stanno dimostrando di essere delle vincenti nate, ma non possono essere eterne e, al momento, sembra molto difficile che qualcuna di loro possa essere presente in maniera competitiva alle Olimpiadi Invernali 2030.

Quali potrebbero essere le alternative in occasione dell’edizione sulle Alpi francesi? Con la premessa che sarà molto difficile trovare nuovi monumenti del calibro di Brignone, Lollobrigida e Fontana. Lo sci alpino si aspetta grandi cose da Anna Trocker (17enne altoatesina) e Giada D’Antonio (16enne campana), due elementi su cui tecnici e addetti ai lavori si dichiarano molto fiduciosi: promettono molto bene, hanno disputato lo slalom della combinata a queste Olimpiadi (Trocker ha fatto registrare un crono migliore di Mikaela Shiffrin, D’Antonio ha inforcato), ma soltanto il futuro ci dirà se saranno davvero competitive ai massimi livelli internazionali.

Nello short track i riflettori saranno puntati soprattutto su Elisa Confortola, che ha già contribuito alla vittoria della staffetta mista: la classe 2002 valtellinese sembra essere in rampa di lancio, agli ultimi Europei ha conquistato anche il bronzo sui 1000 metri, è un riferimento della staffetta e potrebbe davvero raccogliere il testimone di Arianna Fontana, con la consapevolezza che sarà molto difficile emulare le gesta dell’italiana più medagliata di sempre alle Olimpiadi.

Nello speed skating, invece, non si intravede una nuova Lollobrigida sulle lunghe distanze: occorrerà scovare qualche nuova leva, spronarla e spingerla, ma il lavoro sarà decisamente complesso in quattro anni. Potrebbero arrivare delle soddisfazioni dalla velocità (500 e 1000 metri) grazie a Serena Pergher, 21enne trentina che è già stata quarta sui 500 metri agli Europei del mese scorso e che sembra avere significativi margini di miglioramento.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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