Emma Bacelle: “Inattesa la convocazione per gli Europei a 18 anni. Nuove regole? Per noi donne non cambia molto”

Emma Bacelle è stata ospite di Talent Zone, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, dove ha parlato del suo esordio con il Setterosa agli Europei di pallanuoto femminile appena conclusi. L’atleta classe 2007 ha descritto il passaggio dal nuoto alla waterpolo e poi dalle categorie giovanili alla prima squadra, spiegando come ha vissuto l’adattamento alle nuove regole.

L’emozione della convocazione agli Europei col Setterosa: “È un bell’effetto. È sempre stato, diciamo, un sogno, un pallino da quando ero piccola, è stata proprio una sorpresa in realtà, perché non me lo aspettavo e devo dire che mi sono proprio trovata bene, è stato proprio bello. Eravamo ancora ad Ostia, dove ci alleniamo, ed era l’ultimo allenamento, e Carlo Silipo una mattina, eravamo in 17, doveva togliere le ultime due: stavamo entrando in acqua e lui ha chiamato queste due ragazze, dicendogli che appunto doveva parlare loro, e quindi io là sono rimasta così, ho detto ‘Mi sa che quindi vado, sono convocata’. Ho contato, mi sono guardata ed ho detto ‘O mio Dio’, anche perché veramente non me l’aspettavo. Ho 18 anni, un’altra ragazza che era piccola come me è stata scartata, pensavo di essere anch’io tra quelle, cioè ho detto ‘Vabbè, scarterà le due più piccole, porta quelle grandi, con esperienza, ci sta, mi sono fatta il mio percorso, mi sono allenata con gente brava’, e poi alla fine la sorpresa“.

L’ambientamento nella Nazionale maggiore: “Penso che potevo fare molto di più, però comunque mi manca esperienza, è la prima volta, magari ci sta. Potevo fare un pochino di più, però comunque è stata una bella esperienza. Con loro ho già giocato in campionato, quindi ho già giocato contro, e mi sono trovata molto bene, perché poi durante le partite magari ho un’idea di qualcuno, di una ragazza in un modo, e poi magari la conosco e dico ‘Ah vabbè dai, non è non è così male’, e alla fine mi sono trovata bene con tutte quante, sono un sacco simpatiche“.

Il passaggio dalle giovanili alla categoria senior e l’adattamento alle nuove regole: “Una cosa che ho notato subito, e ne ho anche parlato col mio allenatore, è il ritmo del gioco: a livello di società e con le ragazze della Nazionale il ritmo del palleggio, del gioco, nel pensare l’azione, è tutta un’altra roba, infatti all’inizio facevo ancora fatica in realtà. Ci siamo ambientate subito alle nuove regole, io gioco parecchio sui 2 metri, quindi in realtà mi sono abituata subito. Nella pallanuoto maschile il gioco è diventato molto più veloce, anche per il fatto che ora anche loro sono in un campo da 25 metri, a noi hanno ridotto solo di 2 secondi il possesso, ma alla fine non è cambiato tanto“.

Le sue caratteristiche ed il passaggio dal nuoto alla pallanuoto: “Molti mi dicono che sono un po’ una rompiscatole, perché fisicamente diciamo che sono un po’ indietro, quindi alla fine trovo qualche modo per arrangiarmi lo stesso. Poi sono veloce, e quindi sto laterale e nuoto. Prima nuotavo, in realtà non mi piaceva, a mia mamma piaceva, mia mamma e mio papà sono pallanuotisti anche loro, ed io mentre aspettavo di entrare in acqua per nuotare vedevo i pallanuotisti che passavano davanti tutti contenti, poi c’erano le giornate magari in cui dicevano ‘Oggi proviamo a giocare a pallanuoto’, proprio così, con le porticine, però mi è sempre piaciuto. Mia madre non voleva, perché diceva che ero brava, e quindi non voleva farmi passare. Alla fine a mio fratello, che non voleva nuotare perché non ce la faceva, mia madre fa ‘Vabbè dai, prova pallanuoto’, ed allora lì ho detto ‘Se prova lui provo anche io’, e da lì non sono più tornata indietro“.

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Fonte: OA Sport – Articolo completo

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