La Formula 1 parte in quarta, poiché il Gran Premio di Cina, secondo atto del Mondiale 2026, andrà in scena già domenica 15 marzo. Dunque, senza alcuna pausa dopo il Gran Premio d’Australia disputatosi lo scorso weekend. Sarà, peraltro, un fine settimana “pesante”. A Shanghai è prevista la prima delle sei Sprint stagionali.
Si tratta di una complicazione in più in questa fase iniziale del campionato, dove tutti i team devono ancora capire appieno le monoposto di ultima generazione, figlie del nuovo regolamento tecnico. Difatti, la presenza di una Sprint implica che vi sia una sola sessione di prove libere anziché tre, come avvenuto a Melbourne e come accade canonicamente.
Ci sarà poco margine per calibrare le vetture, dinamica che aumenterà l’incertezza e potrebbe portare a qualche cambiamento nei valori in campo. Non riuscire a sfruttare appieno il potenziale della propria auto a causa di un set-up raffazzonato è un rischio in cui ogni pilota rischia di incappare. Potrà fare la differenza l’abilità di ognuno nell’adattarsi alle circostanze, piuttosto che la capacità di trovare il compromesso ideale.
Al riguardo, va rimarcato come il Gran Premio di Cina sarà il primo in un vero e proprio autodromo. Quello di Shanghai è profondamente differente dall’Albert Park di Melbourne, che resta in tutto e per tutto un circuito cittadino, soprattutto per quanto riguarda la gibbosità della superficie. La pista affrontata settimana scorsa era particolarmente sconnessa, mentre Shanghai è decisamente più levigata.
Vedremo se tutti questi fattori combinati annacqueranno la supremazia della Mercedes, che tuttavia non è apparsa inattaccabile. Al contempo, la Ferrari cerca una conferma del proprio ruolo di antagonista in un contesto totalmente differente rispetto a quello australiano. La McLaren e la Red Bull hanno invece bisogno di rialzare subito la cresta, essendo ripartite ammaccate e ferite dall’Australia.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
