F1, la Ferrari subito sul banco delle imputate. A Melbourne la prima sentenza, SF-26 da titolo o comprimaria?

Domenica 8 marzo, il circuito di Melbourne terrà a battesimo la settantasettesima edizione del Mondiale di F1. Il Gran Premio d’Australia sarà la prima delle ventiquattro udienze che, a dicembre, porteranno a compiere il procedimento che sentenzierà nome e cognome del pilota Campione del Mondo 2026, nonché i connotati della scuderia vincitrice del Mondiale Costruttori.

Non si tratta, però, di condannare qualcuno, bensì di gratificarlo con un titolo. Quello iridato. In tal senso, la Ferrari spera di poter tornare a fregiarsi di un alloro, ponendo fine a una delle epoche più oscure della sua storia. L’ultimo Mondiale piloti resta quello di Kimi Räikkönen, conquistato nel 2007. Il successo meno lontano nella graduatoria riservata ai team è invece del 2008.

Si è vissuto di peggio, guardando al Drivers’ Championship. I 21 anni di distanza tra l’affermazione di Jody Scheckter (1979) e la prima di Michael Schumacher (2000) restano un arco temporale superiore a quello, sempre più ampio, fra il trionfo del finnico e di colui che deve ancora diventarne l’erede. Però, guardando ai costruttori, mai erano stati superati i 16 anni di astinenza (1983-1999). Ora, nella migliore delle ipotesi, siamo arrivati a 18.

Uno dei grandi quesiti relativi al 2026 è rappresentato dalla reale competitività della Rossa. Nel 2025 c’erano elevate aspettative dopo i test, peraltro giustificate. Il 2024 era stato chiuso in crescendo, l’inverno non era andato male e tutti gli addetti ai lavori si attendevano un feroce duello McLaren – Ferrari. Addirittura, c’era chi dava il Cavallino Rampante favorito.

Poi, una volta arrivati a Melbourne, la doccia gelata. La Scuderia di Maranello si ritrovò relegata in quarta fila e in gara fu presa a sberle in termini di passo. L’inizio di una stagione disastrosa, conclusa senza neppure una vittoria e al quarto posto nel Mondiale costruttori, ossia nell’ultima posizione fra i Team con l’ambizione di vincere il Mondiale.

Ecco perché il Gran Premio d’Australia 2026 assume già i contorni del giudice istruttore. La paura della Ferrari e di tutti i suoi sostenitori è che, per l’ennesima volta, scuota la testa e condanni le Rosse a un nuovo Mondiale da comprimarie.

Viceversa, la speranza è che possa mandare avanti il procedimento iridato, certificando la bontà della SF-26, il cui compito, prima ancora di risultare vincente, è quello di dimostrarsi all’altezza della missione alla quale è chiamata. Quella di riportare il Mondiale a Maranello.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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