La notte di Livigno entra nella storia dello sport italiano grazie a Flora Tabanelli, capace di conquistare la prima, storica medaglia olimpica del Freestyle azzurro ai Giochi Olimpici Invernali. La diciottenne emiliana, originaria di Sestola, ha firmato uno straordinario bronzo nel Big Air, al termine di una finale complicata dalle condizioni meteo e vissuta come un vero e proprio ritorno alla competizione dopo il grave infortunio di novembre, che le aveva provocato la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.
Tre mesi dopo quell’infortunio, affrontato con una scelta condivisa di terapia conservativa e riabilitativa in vista dei Giochi di Milano Cortina 2026, Tabanelli si è presentata al via senza aver disputato gare stagionali, ma con la determinazione e il talento che l’hanno già portata a vincere un titolo mondiale e la Coppa del Mondo.
In una finale rinviata di oltre un’ora per il vento e la fitta nevicata, l’oro è andato alla canadese Megan Oldham con 180,75 punti, davanti alla cinese Ailing Eileen Gu, argento con 179,00. Subito dietro, con 178,25 punti, ecco la fantastica Flora, costruito grazie a una run da 90 punti in apertura e soprattutto al 94,25 della terza prova, decisivo per salire sul podio.
Sul volto dell’azzurra, mentre stringe la medaglia di bronzo, si mescolano sorrisi e lacrime, confuse con la neve che cade su Livigno. Emozioni forti, raccontate con sincerità nelle sue parole: “Non so bene come ho fatto: per fortuna i dolori un po’ erano passati, ma ho provato a non pensarci. Quello che sapevo fare prima lo so fare anche ora: la gamba è in forma e sono qua, quindi ero contentissima. È una bellissima Olimpiade per l’Italia e per le sue atlete, mi fa piacere essere tra loro. Nei giorni scorsi ho avuto modo di fare i complimenti a Federica Brignone che è davvero un’ispirazione per me“, ha raccontato (fonte: FISI).
La medaglia si è materializzata nella terza e ultima run, affrontata con coraggio e istinto: “Nella terza prova dovevo recuperare qualche decimo di punto e ho deciso di puntare sul 1600 non perché fossi sicura, ma perché volevo farlo. Ci ho provato, ho dato tutto ed è andata bene. La medaglia la dedico a tutti quelli che mi hanno supportato in questi mesi, ho scoperto persone meravigliose. Sono nata sulla neve che mi ha forgiato, sono cresciuta con l’idea che lo sport è la cosa più positiva di tutto e che mi regala emozione ogni giorno. È stata una strada lunga, ma l’ho fatta con la passione, anche l’infortunio: succede. La cosa più importante credo sia andare avanti e credere sempre in se stessi. Credo che ispirare gli altri sia l’obiettivo di ogni atleta e vale anche per me: ora devo ancora realizzare questo traguardo, ho provato ad affrontarla come una gara come le altre e credo che sia stato questo a farmi spiccare il volo“.
Un bronzo che vale più di una medaglia: è il simbolo di una nuova pagina per il Freestyle italiano e della forza di un’atleta giovanissima, capace di rialzarsi, credere in sé stessa e volare proprio quando contava di più.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
