Francesca Lollobrigida è stata una delle donne copertina dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, vincendo contro ogni pronostico la medaglia d’oro sia nei 3000 che nei 5000 metri di speed skating. L’esperta pattinatrice azzurra ha avuto il merito di raggiungere l’apice della forma proprio quando più conta, dopo aver fatto fatica per tutta la stagione ad essere competitiva per colpa di un’infezione virale rimediata proprio nella fase clou della preparazione.
La 35enne di Frascati è tornata a parlare oggi delle sue imprese olimpiche a margine del “Dialogo sulla Lettera di Papa Leone XIV sul valore dello sport” a Palazzo Pio, a Roma: “Il mio sogno erano le Olimpiadi, ho portato a casa addirittura due ori. Ho realizzato il sogno dei sogni e, anche se il mio è uno sport individuale, dietro di me c’è stata una squadra che ha creduto in me forse più di quanto lo abbia fatto io“.
“A livello sportivo più di questo non c’è nulla, quindi mi sento veramente realizzata e in tranquillità. Ora mio figlio e mio marito si meritano tutte le attenzioni primarie perché mi sono stati vicini, mi hanno aiutato e adesso tocca a me restituire il favore. Per la prima volta non voglio progettare nulla, voglio solo godermi il momento. Non chiudo le porte, anche per la federazione, ma sto cercando di vivere giorno per giorno“, ha spiegato Lollobrigida a proposito dell’ipotesi di prolungare ulteriormente la sua carriera (fonte: Ansa).
Sulla duplice figura di atleta e mamma: “Mi piace che sia arrivata la mia storia. Dietro ogni atleta c’è una storia bellissima da raccontare e io ho avuto la vetrina perfetta per poterlo fare. Sono veramente contenta che il pubblico italiano mi abbia conosciuto, abbia conosciuto la mia storia, l’abbia capita e l’abbia apprezzata. Siamo partiti con l’obiettivo di provarci, ma non era scritto da nessuna parte perché sono stata la prima atleta a livello internazionale della mia disciplina a voler cercare di coniugare il fatto di essere mamma e atleta. Sono contenta se le mie amiche avversarie o le federazioni dovessero prendere spunto dal primo progetto dedicato alle mamme della FISG. Questo mi rende davvero orgogliosa“.
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