Franco Bragagna: “Doualla ha piedi sensazionali, la classe non manca a Iapichino. Per Jacobs c’è una sfida”

Nuova puntata di Sprint Zone e nuovo ospite di eccezione nella trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport. L’intervistato della nuova puntata è stato Franco Bragagna, una delle voci più autorevoli dell’atletica leggera italiana. Il telecronista, da poco opinionista a Sky dopo un lungo rapporto con la Rai, ha analizzato i risultati dell’atletica, reduce dal brillante Mondiale indoor di Torun.

L’inizio della carriera da commentatore: “Ho iniziato a commentare l’atletica quando avevo sedici anni. Ho seguito tanti sport invernali anche non olimpici. In mezzo a quasi sessanta sport da bambino ho sempre voluto fare il telecronista di atletica. Poi è andata così e per trent’anni sono stato il titolare di quella che definisco ‘la cattedra’: il ruolo di telecronista della RAI. Lo reputo lo sport più difficile da saper commentare bene per azione e per ritmo”.

La credibilità dell’atletica: “Ha ripreso enorme dignità. Nel 2016 c’erano avvisaglie di un movimento straordinario che io definì ‘la generazione Baldini’. Allora lui era direttore tecnico giovanile dell’atletica italiana. Già allora era possibile identificare un grande futuro che ora è diventato presente. Oggi l’atletica ha una transizione formidabile fatta da figli di immigrati di seconda e terza generazione, matrimoni misti. È stato il primo sport ad usufruire del talento di questi ragazzi che vanno fortissimo. C’è un rifiorire anche da parte degli allenatori italiani, il tecnico è oggi più bravo mediamente”. 

La svolta: “Il ragazzo vuole sempre correre. L’esempio di Tortu nel 2018 diede il volano per salire anche nell’attenzione generale. Quel 9.99 fu fondamentale per gettare un occhio verso questo sport. Quello fu un momento importante al di là dell’impatto della sponsorizzazione che arrivò successivamente. Diede la possibilità di avere una nuova attenzione”.

I Mondiali indoor appena conclusi ed i nuovi obiettivi dell’atletica italiana: “Ci sono tanti traini nell’Italia. Mattia Furlani non tradisce mai, non è un mistero il fatto che io lo stimi e lo apprezzi. Oltre alle qualità fisiche tiene anche testa. Prima della gara ha avuto alcuni problemi, ma siccome è all’interno di una famiglia che non inventa scuse anche quando ci sono ha fatto il suo. I Mondiali al coperto sono bellissimi, ma l’atletica è all’aperto. Un tempo questa competizione serviva a spezzare la preparazione. Il fulcro vero dell’atletica è da dopo maggio, quando ci saranno gli Europei. I Campionati d’Europa hanno una valenza diversa quando non ci sono i Giochi Olimpici. Non ci sarà il numero di medaglie di Roma, ma ci sarà comunque uno squadrone. Dosso sta crescendo molto, Furlani non sbaglia un colpo e tutto il resto cresce. Battocletti è pronta per colmare il gap dalle atlete che le sono davanti”.

Su Larissa Iapichino: “Sulla rincorsa si può lavorare. Questa volta ha riacciuffato il quinto salto, lei non deve farlo. La misura deve essere nei primi tre salti. La rincorsa va migliorata, ma la condizione e la classe ci sono. Adesso torna ad esserci anche la cattiveria che sembrava smarrita. Si è tolta un peso con questo bel risultato”.

L’opinione sull’oro di Andy Diaz: “Ha fatto il suo, deve stare bene. Lui ha una coesistenza con Fabrizio Donato, la gratitudine verso di lui è palese. Il salto triplo è uno sport a sé stante, è quasi una gara di mezzo fondo tra i salti di estensione. Diaz è una realtà assoluta, ma deve stare bene. Stesso discorso per Andrea Dallavalle, ha ancora da regalare tanto a sé ed ai suoi tifosi”.

Su Leonardo Fabbri: “Come si può non amare una persona come lui, disponibile sensibile ed introspettivo. Deve lavorare sulla sua testa, magari con un mental coach. È bello che sia sensibile, ma questo non deve incidere sul suo rendimento sportivo. Se incide c’è qualcosa da risolvere. Io credo ci sia anche qualcosa sotto l’aspetto tecnico. Al coperto ha ottenuto misure che avrebbero dato medaglia. Il lanciatore di peso deve essere bravo dodici mesi su dodici. Gli haters ci saranno sempre, deve dimenticarsene”.

Il talento di Kelly Doualla: “La prestazione conta sempre, soprattutto indoor dove non c’è vento. Succede spesso che i ragazzi che vincono da subito ci rimangono male quando arrivano le prime delusioni. Lei ha piedi sensazionali che sono motivo di grandi prestazioni. L’impressione è che non diventerà altissima, ma i risultati sono eccezionali. Deve iniziare a lavorare con certi criteri. Chi le sta accanto deve spiegarle che non è possibile migliorarsi sempre”.

La situazione della velocità maschile: “I numeri ci sono, bisogna ora ottenere i risultati. Gli atleti ci sono, è tornato anche Ceccarelli. Per costruire una buona 4×100 che può salire sul podio agli Europei ci siamo. Se si vuole correre sotto i 38″ manca quella punta di velocità. Lo spazio non manca per gli atleti”.

L’ultima battuta su Marcell Jacobs: “Il ritorno con il vecchio allenatore è una sfida. Quello visto a Parigi poteva fare quattro anni tosti. Lo scorso anno poco è accaduto, ma la voglia di ritornare al vertice è una vera sfida. Potrebbe bastare per essere il numero uno in Europa, ma credo che l’idea di tornare competitivo nel biennio 2027-2028 è duplice”.

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Fonte: OA Sport – Articolo completo

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