Giro di Sardegna 2026: il percorso e le 5 tappe ai raggi X. Decisiva la penultima tappa

Torna, dopo un’assenza di quindici anni, uno degli appuntamenti tradizionali del calendario ciclistico internazionale. Da mercoledì 25 febbraio a domenica 1 marzo si corre infatti il Giro di Sardegna. Ad essere decisiva per la conquista della vittoria finale potrebbe rivelarsi la penultima tappa, la più impegnativa con dislivello di circa tremila metri.

La corsa a tappe, che festeggia quest’anno la trentesima edizione, si articola in cinque frazioni con partenza da Castelsardo e arrivo ad Olbia dopo aver percorso 825,1 chilometri e aver affrontato un dislivello complessivo superiore ai diecimila metri. La tipologia di percorso concede ampie possibilità di espressione a diverse tipologie di corridore.

IL PERCORSO E LE TAPPE DEL GIRO DI SARDEGNA 

Mercoledì 25 febbraio, prima tappa:  Castelsardo-Bosa (189,5 km)

La gara inizia con una frazione movimentata che propone tre GPM. I primi due, quelli di Osilo, seconda categoria, e Ossi, terza categoria, non sono salite in grado di creare selezione importante. Il discorso cambierà quando, a meno di sessanta chilometri dall’arrivo, i corridori inizieranno a salire verso Villanova Monteleone, seconda categoria di 12,1 chilometri al 4,6%. I primi cinque chilometri propongono una pendenza all’8% e gli ultimi quattro, tutti tra il 3 e il 6%. Dalla cima mancheranno sessanta chilometri con sette strappi non banali e una discesa di quasi nove chilometri che porta ai meno tre all’arrivo di Bosa.

Giovedì 26 febbraio, seconda tappa: Oristano-Carbonia (136,2 km)

Una prima parte di percorso più semplice lascia poi spazio a quasi duemila metri di dislivello concentrati in circa un’ottantina di chilometri. Tre le salite previste: Genna Sciria, Colle Buggerru, e Valico Montecani.  Il tratto finale sembra abbastanza semplice, anche se i corridori potrebbero dover fare i conti con il vento. Attenzione alla curva posta a meno di duecento metri dall’arrivo.

Venerdì 27 febbraio, terza tappa: Cagliari-Tortolì (168,3 km)

Le due salite di Punta Culumbaris e Genna Cresia non dovrebbero complicare una terza frazione che non sembra presentare difficoltà significative. Gli strappetti presenti nel finale non dovrebbero porre in discussione l’arrivo a ranghi compatti con la volata di gruppo.

Sabato 28 febbraio, quarta tappa: Arbatax-Nuoro (152,8 km)

La tappa regina del Giro di Sardegna 2026 propone circa tremila metri di dislivello da superare e due salite impegnative. Il passo Genna Silana, seconda categoria di 20.3 chilometri, ha una pendenza media del 4.2% e un tratto all’8%. Ben più dura è la strada che porta a Orune Su Pradu, asperità di prima categoria: 12 chilometri al 5.9% con gli ultimi duemila metri costantemente sopra il 7%. Dopo aver scollinato i corridori dovranno affrontare una discesa molto tortuosa nella quale inseguire in tanti potrebbe essere complicato.

Domenica 1 marzo, quinta tappa: Nuoro-Olbia (183,6 km)

Il giorno della festa finale. La tappa da Nuoro a Olbia, ad eccezione del Valico su Pradu nelle prime fasi di gara, non presenta difficoltà altimetriche di rilievo e, ragionevolmente, a Olbia la gara dovrebbe terminare con una volata di gruppo. Quasi impossibile sperare in finali alternativi.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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