Giulio Pellizzari ha offerto una prestazione decisamente rimarchevole nella seconda tappa della Tirreno-Adriatico, giganteggiando su un terreno che soltanto tre giorni fa lo aveva respinto alla Strade Bianche: il sempre insidioso, infido, beffardo e dannatamente tecnico sterrato. Un settore di 5,3 km, con alcuni tratti in forte pendenza (oltre la doppia cifra), ha esaltato l’eccellente caratura tecnica del giovane talento marchigiano, che ha saputo pedalare con grandissima personalità e senza alcuna remore, correndo da grande protagonista e facendo sognare gli appassionati italiani.
Il 22enne è stato bravissimo a rispondere alla prima folata del favoritissimo Mathieu van der Poel nelle battute iniziali dello sterrato e poi si è ben smarcato in una situazione tutt’altro che semplice, ha saputo tenere duro quando l’olandese ha aumentato il ritmo e non si è lasciato staccare da Isaac Del Toro, mettendosi poi d’accordo con il messicano per rientrare sul campione in carica della Milano-Sanremo. Un saggio di bravura tecnica degno di un veterano, a cui si accompagna il coraggio dei giovani temerari: sull’ultima rampa verso il centro di San Gimignano, ha tentato addirittura di staccare van der Poel, venendo affiancato soltanto in prossimità del traguardo.
In mezza ruota sono arrivati l’olandese, il messicano (nuovo leader della classifica generale) e ciclista italiano (secondo in graduatoria a 3” dal leader). Applausi e grande ottimismo sulla caratura del nostro portacolori, che ha anche chiarito quali sono le gerarchie in seno alla Red Bull-BORA-hansgrohe: Giulio Pellizzari merita lo status di capitano in maniera indiscussa e indiscutibile in questa Tirreno-Adriatico (ma potenzialmente anche per l’immediato futuro), la prestazione odierna e la classifica parlano chiaro.
Lo sloveno Primoz Roglic si trova a 15” da Giulio Pellizzari, l’australiano Jai Hindley addirittura a 1’13”: la squadra dovrà essere tutta a disposizione di Pellizzari nell’insidiosa quinta tappa sui muri marchigiani e nella sesta frazione che prevede l’arrivo in salita a Camerino (3,2 km all’8,9% di pendenza media).
Fonte: OA Sport – Articolo completo
