Esordio sul velluto per Jannik Sinner nel Masters 1000 di Indian Wells. Sul cemento californiano, il n.2 del mondo ha annichilito il povero Dalibor Svrcina (n.109 del ranking), imponendosi con un netto 6-1 6-1 in 65 minuti di gioco. Un dominio assoluto per l’azzurro, in un match che gli è servito soprattutto per ritrovare sensazioni importanti in termini di concentrazione e di impatto con la palla.
Una prestazione molto solida, al cospetto di un avversario che non disponeva della velocità di palla necessaria per tenere testa all’altoatesino. Sinner stacca così il pass per il terzo turno, in attesa di conoscere il prossimo avversario, che uscirà dalla sfida tra il canadese Denis Shapovalov e l’argentino Tomas Martin Etcheverry.
Nel primo set il pusterese impiega poco a prendere le misure della partita. Svrcina approfitta di qualche errore iniziale del n.2 ATP per tenere il proprio turno di servizio, ma da quel momento la sua serata si trasforma in un incubo. Sale in cattedra il tennis di pressione di Sinner e per il ceco non c’è molto da fare: fioccano le palle break e il 5-1, frutto del doppio vantaggio, è la logica conseguenza. Nel settimo game, mentre serve per chiudere il parziale, Jannik commette qualche sbavatura e concede al rivale l’occasione di accorciare le distanze. La palla break — unica concessa nell’intero incontro — viene però cancellata con autorità, e il 6-1 arriva puntuale.
Nel secondo set la musica non cambia. Svrcina non ha il punch per comandare gli scambi e per Sinner diventa semplice mantenere il controllo delle operazioni. Il ceco prova a restare aggrappato al match, ma il doppio break iniziale non gli lascia scampo. Il n.109 ATP riesce quantomeno a evitare il bagel, una consolazione però effimera. Il 6-1 finale, arrivato alla quinta palla match, mette la parola fine su un incontro senza storia.
Le statistiche raccontano bene l’andamento del match: Sinner chiude con il 68% di prime di servizio in campo, vincendo l’81% dei punti con la prima. Molto alta anche la resa con la seconda, con il 75% dei quindici conquistati. Alla fine l’azzurro totalizza 26 vincenti e 18 errori gratuiti, contro l’8/21 del rivale.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
