Dalla gloria sul cemento alla sfida più sottile e complessa: quella della terra rossa. Per Jannik Sinner si apre una fase cruciale della stagione, quasi un’“operazione” da completare. Perché se il dominio tra California e Florida ha certificato il suo status tra i più forti di sempre, è sul rosso che resta ancora qualcosa da conquistare davvero.
Il trionfo consecutivo a Indian Wells e Miami — il celebre Sunshine Double — lo ha proiettato in una dimensione storica. Ma la terra racconta un’altra storia: nei tornei più importanti, Masters 1000 e Slam, il titolo ancora manca.
Eppure, più che un limite, sembra una questione di dettagli, di episodi, quasi di destino rimandato. Il primo rimpianto porta dritto al Masters1000 di Monte-Carlo del 2024. In semifinale contro Stefanos Tsitsipas, una chiamata controversa della giudice di sedia Aurélie Tourte ha cambiato l’inerzia di una partita che sembrava indirizzata verso Sinner. Una svista pesante, che ha di fatto tolto all’azzurro una concreta occasione di titolo.
Il secondo episodio è ancora più recente e forse più doloroso: la finale del Roland Garros. Contro Carlos Alcaraz, Sinner si è trovato a un passo dal trionfo, con tre match point a disposizione. Era appena rientrato dopo la sospensione legata al caso Clostebol: al primo torneo aveva già raggiunto la finale a Roma, al secondo sfiorava uno Slam. Ma ancora una volta, dall’altra parte della rete, c’era Alcaraz a negargli la consacrazione sul rosso.
Due sconfitte, entrambe contro lo spagnolo, entrambe in momenti chiave. Non segnali di inferiorità, ma di una rivalità che si gioca sui millimetri e sulla capacità di adattarsi alla superficie più esigente del circuito.
E ora il calendario non concede tregua. Il ritorno sulla terra passa ancora da Montecarlo, dove Sinner si presenta con una doppia missione: sfatare il tabù nei Masters 1000 su questa superficie e puntare alla vetta del ranking mondiale. Un obiettivo concreto, reso possibile anche dalla situazione di classifica: l’italiano non aveva partecipato l’anno scorso e può solo guadagnare, mentre Alcaraz dovrà difendere il titolo.
La distanza è minima, il momento è favorevole, ma la terra rossa non perdona. Richiede pazienza, variazioni, gestione degli scambi lunghi — tutte qualità che Sinner ha sviluppato, ma che qui devono raggiungere un livello ancora superiore. L’“operazione mattone tritato” è quindi molto più di una semplice transizione di superficie: è il passaggio necessario per completare la propria evoluzione.
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