La Ferrari accelera i tempi: l’esordio dell’ala “Macarena” dovrebbe arrivare già in Cina

La Ferrari ci prova. La scuderia di Maranello, infatti, dopo il positivo esordio di Melbourne (al netto dello strapotere messo in mostra dalla Mercedes) vuole “battere il ferro finché è caldo” e tenterà di fare tutto quello che è in suo potere per rimanere in scia alle vetture di George Russell e Andrea Kimi Antonelli. L’impresa, perché di impresa si tratta, non sarà semplice ma, mai come in questa occasione, il team emiliano sembra avere diverse frecce al proprio arco per vendere cara la pelle.

Dopo un fine settimana inaugurale che ha messo in mostra Charles Leclerc e Lewis Hamilton come gli unici rivali credibili delle Frecce d’argento (con tutti gli altri avversari che veleggiavano a quasi un minuto di distacco) il Circus si sposa immediatamente a Shanghai per l’attesissimo Gran Premio della Cina, secondo appuntamento del campionato. Siamo pronti per vedere le nuove monoposto in azione su un tracciato molto indicativo. Uno di quelli che unisce velocità pura a carico aerodinamico. In poche parole, su un lay-out simile vince solo chi ha una macchina di altissimo livello.

Come si muoverà, quindi, la Ferrari? Nelle scorse ore si era parlato molto della nuova ala soprannominata “Macarena”. L’idea era di farla esordire senza fretta nelle prossime tappe ma, visto il probabile addio delle tappe di Bahrain e Arabia Saudita, il team emiliano ha deciso di anticipare i tempi, imbarcando queste ali già in direzione di Shanghai. Secondo quanto riportato da AutoRacer, infatti, la scuderia capeggiata da Frederic Vasseur dovrebbe portare 3 “Macarena” per la tappa cinese.

Dato che non si è vista in azione all’Albert Park di Melbourne è importante ricordare di cosa stiamo parlando. Questa ala così particolare  è una particolare configurazione dell’ala posteriore progettata per ruotare in modo controllato durante la marcia della monoposto. A differenza delle ali posteriori tradizionali, che modificano la propria incidenza solo tramite il sistema DRS nelle zone autorizzate, questo elemento sfrutta una rotazione strutturale più ampia dell’ala stessa. Il soprannome nasce proprio dal team principal che, osservando il movimento oscillatorio dell’elemento aerodinamico, ha paragonato la rotazione della struttura ai gesti della celebre coreografia della canzone degli anni ’90.

Un nomignolo che regala un sorriso ma, pensando alla pista, si tratta di una novità che potrebbe davvero fare la differenza. Sia ben chiaro, nessuno si aspetta che la Ferrari farà il vuoto con l’utilizzo di questa ala (anche se Shanghai sembra la pista ideale per sfruttarla al meglio) ma, quantomeno, da un lato confermerà la propria intenzione di mettere il bastone tra le ruote alle Mercedes, dall’altro ribadirà a tutti i rivali che in questo 2026 a Maranello non si lascerà nulla di intentato per puntare in alto.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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