L’Italia dell’atletica leggera è in Polonia per i Mondiali indoor 2026 di Torun: il direttore tecnico degli azzurri ha presentato la rassegna iridata al coperto al sito federale, parlando delle ambizioni della spedizione nonostante le numerose assenze.
Non ci sarà nessuno dei campioni olimpici di Tokyo 2021: “Torniamo sul luogo in cui tutto ebbe inizio, è sostanzialmente da Torun che partì l’ondata di Tokyo. Ma non guardiamo al passato, perché ci basta un solo dato per capire quanto successo in questi cinque anni: qui non ci sarà nessuno dei campioni olimpici, eppure ci presentiamo lo stesso con diverse punte e legittime ambizioni, per un nuovo esame importante e con una squadra che continua a cambiare. Si fondono tre generazioni di campioni: una parte del gruppo di Tokyo, la new wave emersa a Glasgow 2024 ed i giovanissimi come Doualla“.
La rassegna si preannuncia complessa, ma l’Italia ha comunque tante punte: “Siamo a un Mondiale, nessuno ti porta le medaglie a casa o regala qualcosa, non c’è niente di banale e di scontato. Mi piace dire che sia un’Italia di carattere. A tutti chiedo di dimostrarlo anche stavolta. Credo che il lungo sia la gara più qualificata di tutto il Mondiale, è un’Olimpiade, o anche di più, perché nel frattempo è uscito fuori il bulgaro Saraboyukov in maniera importante. Mattia Furlani dovrà estrarre tutte le proprie potenzialità ed esprimerle al meglio. Nadia Battocletti si mette in gioco con coraggio, in una sfida iridata sui 3000 che non aveva mai affrontato prima: è una scossa per tutti, la capacità di metterci la faccia, sperimentare e uscire dalla comfort zone“.
Gli altri azzurri che possono lottare per una medaglia: “Zaynab Dosso è determinatissima ed estremamente matura, dopo il bronzo di due anni fa e l’argento della stagione passata vuole confermare di appartenere all’élite mondiale dello sprint. Leonardo Fabbri deve liberarsi dal peso della responsabilità, prendersi la pedana come ha spesso fatto in Polonia e costringere tutti gli altri a inseguirlo. Larissa Iapichino sta molto bene, sono convinto che possa essere la stagione del suo definitivo decollo. Bisogna giocarsi una misura vicina ai 7 metri nel lungo. Per quanto riguarda il triplo, Diaz e Dallavalle vengono da una stagione invernale non proprio liscia: in ogni caso, Andy è l’espressione più pura dell’agonismo inteso in maniera sana, Andrea sa come mantenere l’equilibrio in una specialità così traumatica“.
Discorso a parte per Kelly Doualla: “Non solo è l’azzurra più giovane di sempre a un Mondiale, ma è anche la più giovane di tutto il Mondiale indoor di Torun. Osservare, imparare, divertirsi, questo è il suo compito. Nessuna pressione addosso, tutto quello che viene è buono. Conosce bene il significato di dare tutta se stessa. Furlani a Istanbul nel 2023 aveva diciott’anni, era deluso per non essere entrato in finale e ora ci ritroviamo un campione del mondo“.
Cosa attendersi dagli altri azzurri: “Senza parlare di medaglie, la tempra agonistica di Federico Riva e Christian Falocchi può portare a buoni risultati, Pietro Arese è in crescita e contiamo di ritrovare la capacità di ballare tra gli ostacoli di Lorenzo Simonelli, perché la sua classe è indubbia. Mi piace sottolineare la presenza di due multiplisti: Dario Dester, bravissimo ad Ancona, e Sveva Gerevini, che ha meritato assolutamente la presenza“.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
