Milano-Sanremo 2026: il percorso ai raggi X. Dai Capi al Poggio, ma sarà decisiva la Cipressa?

Le corse che scrivono pagine destinate ad entrare nella storia del ciclismo legano indissolubilmente il proprio nome alle salite, veri e propri marchi identificativi di ciascuna gara, punti in cui i fuoriclasse hanno firmato le imprese più affascinanti: non esula da questa lettura  la Milano-Sanremo.

La celebre corsa in linea giunta all’edizione numero centodiciassette, prende il via sabato 21 marzo da Pavia con partenza prevista alle 10:10 e si conclude nella tradizionale cornice di via Roma dopo 298 km. Il tracciato, nel solco di una tradizione ormai consolidata, non presenta novità significative rispetto alla scorsa edizione.

La Classicissima conferma nuovamente la partenza da Pavia e, tranne una piccola deviazione nella prima parte che aggiunge nove chilometri, ripropone il percorso che un anno fa ha visto trionfare Mathieu Van Der Poel. Non mancheranno i tradizionali Passo del Turchino, Capo Mele, Capo Cervo, Capo Berta e, soprattutto, Cipressa e Poggio, punti probabilmente decisivi per stabilire chi avrà la meglio sul traguardo di Via Roma a Sanremo.

I corridori partiranno da Piazza della Vittoria per poi dirigersi verso nord fino a raggiungere la Certosa, dove si immetteranno sul percorso tradizionale. Dopo aver compiuto un secondo passaggio dentro Pavia e l’attraversamento del Ticino, però, il tracciato si discosterà leggermente da quello solito fino a rientrare sul percorso classico a Tortona.

La carovana, una volta entrata in Piemonte, transita da Novi Ligure e Ovada e inizia il lungo avvicinamento al Passo del Turchino, chilometri che saranno per lo più pianeggianti o con qualche lieve ondulazione prima di iniziare a puntare in maniera più decisa all’insù dopo una centinaio di chilometri dal via. La salita vera e propria misurerà 5600 metri al 2,9%, impennandosi fino al 7% solo in prossimità dello scollinamento.

A Voltri ci si immetterà sulla Via Aurelia per iniziare un tratto di circa ottanta chilometri molto tranquilli dal punto di vista altimetrico. A quel punto, poco prima di entrare negli ultimi 50 chilometri, inizierà la sequenza dei tre capi, ovvero Capo MeleCapo Cervo e Capo Berta, asperità non troppo lunghe o impegnative (anche se l’ultima presenterà 2 km al 6,3%) ma che potrebbero restare nelle gambe dei corridori e cominciare ad assottigliare un po’ il gruppo.

Scollinato il Capo Berta e superata la breve picchiata verso Imperia, la velocità si alzerà ulteriormente perché il successivo tratto pianeggiante di una decina di chilometri fino a San Lorenzo a Mare rappresenterà l’avvicinamento alla Cipressa, la prima delle due salite che caratterizzano ormai da anni il finale della Classicissima. Lunga 5,65 chilometri, l’ascesa propone una pendenza media del 4,1% e una punta massima del 9%: numeri non terribili, ma che possono fare male a tanti in caso di ritmo molto sostenuto.

In cima alla Cipressa mancheranno 21,7 chilometri al traguardo e le cose potrebbero rimescolarsi con la ripida e abbastanza tecnica discesa che riporterà tutti sull’Aurelia e i nove chilometri di pianura che accompagneranno i corridori verso il Poggio, salita di 3,7 chilometri al 3,7%, (arrivando a toccare una punta dell’8% a circa 700 metri dalla vetta). Affrontarla con quasi 300 chilometri nelle gambe potrebbe risultare fatale per le ambizioni di una grossa fetta del gruppo, rappresentando il perfetto trampolino di lancio per quanti vorranno evitare la volata.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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