Pietro Sighel, Olimpiade maledetta: viene di nuovo steso nei 500 e non viene ripescato

Una decisione insensata. Sono Olimpiadi maledette per Pietro Sighel al Forum di Assago. Sull’anello di ghiaccio meneghino si sono disputate le semifinali dei 500 metri, inserite nel programma dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026.

Sighel, nella prima semifinale, aveva un obiettivo chiaro: chiudere tra i primi due e conquistare l’accesso alla Finale A. L’azzurro era chiamato a confrontarsi con i canadesi William Dandjinou e Maxime Laoun, l’olandese Melle van’t Wout e il polacco Felix Pigeon. La partenza bruciante di Dandjinou aveva visto Pietro accodarsi immediatamente, con l’intento di rimanere in scia e gestire la gara.

Il canadese, però, ha rallentato sensibilmente, dando l’impressione di fare “gioco di squadra” e trasformando la heat in una frazione caotica. A quel punto Laoun ha tentato un sorpasso interno quantomeno avventato, finendo per travolgere platealmente Sighel, che ha fatto il possibile per restare in piedi.

L’intervento della giuria e il conseguente avanzamento dell’azzurro alla finale per le medaglie sembravano scontati. Invece, incredibilmente, non è stata comminata alcuna penalizzazione: l’episodio è stato archiviato con una discutibile responsabilità condivisa.

Un verdetto francamente difficile da comprendere, accolto dai fischi del pubblico dell’impianto nostrano, che di fatto ha estromesso Sighel in maniera ingiusta. Una decisione che si aggiunge a una serie di giudizi perlomeno discutibili, nei quali l’azzurro si è sempre trovato a pagare il prezzo più alto nei giorni precedenti. Ora la speranza è che, nella staffetta maschile, il classe ’99 tricolore riesca a trasformare l’amarezza in ulteriore motivazione.

Fonte: OA Sport – Articolo completo

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