Nottata italiana che ha visto in scena gli ottavi di finale per il Masters 1000 di Indian Wells (torneo sia al maschile che al femminile). Impegnati a livello di singolare Jannik Sinner, che è riuscito a spuntarla in un match durissimo su Joao Fonseca, e Jasmine Paolini, sconfitta dalla britannica Talia Gibson. A raccontarci tutto su Tennismania Dario Puppo.
Sull’avversaria di Paolini: “Gibson non l’avevo vista prima di questa partita, bisogna aspettare delle conferme. Sarà sicuramente una giocatrice in grado anche lei di fare un salto di qualità. Sono giocatrici che arrivano e poi il problema è starci. Soprattutto quando fanno magari una grande stagione a un’età molto giovanile. Insomma, è una storia che si ripete tanto e troppo spesso”.
Su Fonseca: “Non perché io possa eventualmente simpatizzare per Fonseca, ma quando Sinner gli permetteva di giocare dritto, io ho visto, diciamo, da con più attenzione dal 5 pari, da lì in poi è sempre stato così. Quando gli metteva la palla sul dritto e l’altro tirava e c’è una differenza enorme. Alcaraz ha un dritto veloce, è un dritto micidiale che poi va anche veloce, cioè la velocità arriva a essere quella di Fonseca, però Fonseca la palla la spacca, è un dritto potente, infatti quante steccate abbiamo visto ieri di Sinner quando e poi perché te lo mette anche profondo magari quel dritto così potente. Cioè Fonseca è secondo me il giocatore che ha il dritto più potente, non vuol dire che sia quello per forza più efficace, perché se ci arriva un po’ in ritardo lo sbaglia, però io cioè ieri sera ho avuto questa sensazione”.
Sulla partita: “Allora, secondo me c’è stata una cosa che forse magari sono io che mi faccio i film. Fa quel punto quando Sinner gioca una palla corta arriva lì e tira un dritto che andava a 120 miglia orarie e lo tira al corpo. Sinner riesce a evitarlo, però per evitare il contatto con quel colpo che, insomma, se l’avesse preso faceva un po’ male. Dopo da lì comincia un po’ a fare dei movimenti così con la schiena, perché si sottovalutano certe situazioni, per cui ha fatto un qualcosa da contorsionista, Sinner, per evitare di prendere quella pallata. È stato un passaggio a vuoto strano. Sinner a me ha dato conferma nei tie-break che quando ha deciso di sparare la risposta vincente di dritto l’ha sparata, ed è stato nei punti che contavano di più. La differenza tra i due giocatori è questa, che ok, bravo a evitare di perdere in quella situazione di trascinare Sinner al secondo tie-break, però Jannik ha fatto la differenza proprio l’esperienza, ma la qualità maggiore di saper fare le cose importanti nei tie-break”.
Ancora parlando del brasiliano: “A me in tante cose mi è sembrato diverso rispetto a quando l’ho commentato con Rublev. Era un po’ una situazione simile, anche se qua la qualità degli avversari che sta battendo è superiore, veniva da tre partite vinte e fisicamente stava bene”.
Giudizio su Sinner: “Una via di mezzo. Vediamo se Tien non è super in palla, ma con un avversario del genere Jannik non fa fatica”.
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Fonte: OA Sport – Articolo completo
