Ancora belle notizie in arrivo a St. Louis (o Saint Louis, che dir si voglia), e precisamente dal chiusosi oggi St. Louis Masters, importante torneo di scena in quella che è oramai una delle capitali mondiali degli scacchi. Francesco Sonis, infatti, ha chiuso l’evento riuscendo nel colpo già toccato a Lorenzo Lodici ieri: pattare contro Fabiano Caruana.
Se la patta di Lodici era però stata breve, in 16 mosse, e legata a logiche particolari del torneo, questa è stata sfida vera, lottata fino all’ultimo, perché per Caruana era in gioco la vittoria dell’intero evento, andato poi all’altro americano Mikhail Antipov, che gioca per gli States dal 2024, ma è nato a Mosca, con l’italoamericano nativo di Miami secondo a mezzo punto (7/9 contro 7,5/9).
Una partita, la Sonis-Caruana, entrata nei binari di una continuazione piuttosto nota della variante Alapin della Difesa Siciliana, cioè quell’alveo di posizioni che scaturisce da 1. e4 c5 2. c3. Con l’italiano uscito di teoria già alla 12a mossa, di colpo peraltro, la partita si avvia velocemente verso un finale di Cavallo contro Alfiere e cinque pedoni per parte in cui i più avanzati sono quelli del Nero (Caruana). Un finale complicato da difendere, passivo, e Sonis sbaglia a cambiare i pedoni in f4 dando a Caruana una concreta chance di vincere. L’italoamericano, però, proprio alla quarantesima mossa (quella dell’incremento a 30′ a testa), concede di cambiare l’Alfiere con il Cavallo facendo così, di colpo, tornare patta una posizione che tale rimane fino all’equa divisione del punto alla 51a. Un mezzo punto che costa a Caruana, come detto, il successo, dato che Antipov batte l’altro USA Andy Woodward e si issa a 7,5/9.
Con questo risultato Sonis finisce quarto a pari merito nell’intero torneo a 6/9. Ma l’altra bella notizia è che, dopo Antipov e Caruana, terzo si posiziona un Lorenzo Lodici in grandissimo spolvero. Si era detto della sua patta con Fabiano: dopo di questa, l’azzurro si era trovato a perdere una partita un po’ strana con Antipov. Opposto all’ungherese Gergely Kantor, il numero 1 azzurro capitalizza una posizione offensivamente bella con un errore del magiaro alla 36a mossa che lo trascina in un finale di Torre e pedone in più vinto, e che si trasforma in punto intero dopo 45 mosse.
In questo torneo, dunque, la variazione ELO di Lodici è di 13,9 punti, di fatto 14, il che, dato il suo partire da 2590, gli consente di superare quota 2600 per la prima volta in carriera: è uno dei grandi obiettivi che si era posto, con la prospettiva di fare ancora di più. Sale anche Sonis, che partiva da 2561 e ha una variazione di 11,8 (anche se andrà parametrato con la lista FIDE di marzo che lo ha visto scendere a 2553). Punteggio di 2,5/9 per Tea Gueci, che però aveva ovviamente ben altre prospettive e può rallegrarsi perché anche così, da 2138, la sua variazione ELO è positiva in termini di 21,6. Ritornando a Lodici e Sonis, la loro performance ELO (che è una cosa diversa e basata sugli avversari affrontati con annessi risultati) è rispettivamente di 2704 e 2660.
Fonte: OA Sport – Articolo completo
