Giorno dopo giorno, passo dopo passo, goccia dopo goccia. Perché a piccoli passi si arriva lontano, anzi lontanissimo. Non manca certamente di determinazione Sofia Littamé, giovane di grande prospetto facente parte della Nazionale italiana di tiro a volo, specialità fossa olimpica. L’azzurra è stata intercettata dai microfoni di Focus, rubrica di approfondimento in onda sul canale YouTube di OA Sport a cura di Alice Liverani, per svelare i suoi obiettivi futuri e la sua concezione di atleta.
In prima battuta, l’azzurra ha parlato dei suoi primi passi al poligono, confidando di avere cominciato leggermente più grande rispetto alla norma: “Ho iniziato a tirare tardi, a quattordici anni, si poteva cominciare prima – ha detto Littamè – I miei genitori gestiscono un campo da tiro in provincia di Padova, a Ponso. Essendo il lavoro dei miei, sono sempre stata un po’ lontana. Facevo sport agonistico, ma nuoto. Poi ho deciso di provare: una ragazza che frequentava il circolo mi ha spinto a provare. Ho vinto una gara ed è stato amore. Ultimamente la vedo poco, ma mi sento ancora con lei. Ci sono affezionata, è grazie a lei che ho scoperto questa passione e scoperto il mio lavoro. A nuoto facevo delfino e stile. Ho fatto delle gare regionali, mi piaceva molto anche se era impegnativo”.
La tiratrice ha poi raccontato il momento in cui ha giurato con il gruppo sportivo di appartenenza, ovvero l’Aeronautica Militare: “Come ho fatto la prima gara, preparata in un mese, ho provato una grande emozione e ho capito di voler fare questo nella vita. Da lì ho voluto conquistare più titoli possibili per farlo diventare un lavoro. Prima della maturità sono andata a Roma, tre giorni prima, per giurare in Aeronautica. E’ stato molto emozionante. A scuola? Purtroppo eravamo in piena pandemia, quindi non mi ha accolta nessuno: abbiamo fatto solo un esame orale, non c’è stato troppo chiasso”.
Tra le tante passioni di Sofia c’è anche lo yoga, disciplina di cui è anche insegnante: “Il corso di formazione l’ho fatto perché volevo approfondire la mia pratica. Lo yoga l’ho incontrato perché volevo migliorare in pedana. Mi ha cambiato la vita. Non è proprio un mestiere, ma una grande passione che sono felice di coltivare perché mi insegna a come gestire le emozioni. Che messaggio mi sento di mandare agli altri? Sicuramente la perseveranza, non aspettarsi tutto subito, così come la meditazione: una goccia al giorno riesce a riempire una piscina e un mare. Lo sto provando su me stessa. A me piace il mondo dei social malgrado alcune parti siano difficili da affrontare, mi dà la sensazione di condividere ciò che faccio con la speranza di poter far star bene qualcun altro. E’ un mondo semplice da utilizzare, il mio obiettivo è portare uno stile di vita sano. Mi porto a casa una bella community di persone che attraverso un telefono ti fanno sentire parte di qualcosa”.
L’atleta ha quindi parlato del suo delicato passaggio nella massima categoria: “Non vedevo l’ora di passare Senior; ho fatto tante gare Junior e mi sentivo nella giusta strada. Il mondo della massima categoria è difficile perché c’è molto meno margine di errore. Ci si confronta con Campioni Olimpici e c’è questo scalino da affrontare. A me migliora. Osservo le avversarie, sono fortunata perché ho una Nazionale densa di persone che hanno fatto la storia di questo sport, anche solo osservarle mi insegna qualcosa. Adesso siamo ad inizio stagione, sono importanti le gare Nazionali perché faranno ranking. Attualmente la gara più importante sarà la Coppa del Mondo di Almaty, gareggerò anche in squadra. Proverò a dare il meglio di me”.
Littamè ha poi proseguito: “Le nostre gare sono individuali, poi c’è la qualifica a squadre. Mi emoziona e mi aiuta a migliorare. In pedana ci si scontra, ma quando si esce siamo un team. Ci sosteniamo a vicenda, in squadra tra l’altro c’è la mia madrina Jessica Rossi, oro a Londra 2012, lei mi insegna tanto nel mondo del tiro e nella vita e mi sprona a fare tanto meglio. E’ mia madrina di Comunione. Sulla tecnica sto lavorando sul controllo, sono istintiva e impulsiva, il mio lavoro è focalizzato sul controllo del gesto tecnico che durante l’adrenalina della gara non è scontato avere in tutti i piattelli”.
Non è mancato anche un commento sui cambi regolamentari, molto presenti nel tiro a volo: “Ci metteranno alla prova, da quest’anno non ci saranno gli spareggi. Anche in caso di parità si rischia di rimanere fuori dalla finale. Bisogna solo accettare la situazione e pensare di rompere un piattello in più degli altri. Obiettivo Los Angeles? Non lo so, non posso rispondere. Sicuramente il mio obiettivo è dare il meglio di me ad ogni gara, bisogna costruire l’ipotetica Sofia che vorrei per riuscire ad affrontare una gara sempre più importante che può essere un Mondiale, un’Olimpiade o altro. La Sofia che vorrei è determinata al 100% fisicamente mentalmente, e deve avere un’esperienza tale da essere capace di gestire”.
Gare, gioie, e trionfi. Ma Sofia Littamé ha mai pensato di smettere? “Credo che in ogni atleta ci siano dei momenti no. E’ proprio la perseveranza delle cose che consente di volerci battere la testa fino a raggiungere l’obiettivo. Sono competitiva, non accetto di fallire in qualcosa. Ho fallito? Sì, altrimenti non avrei vinto: dalla sconfitta si costruisce una vittoria. La mia vittoria più bella? Europeo del 2022, fu emozionante, ho vinto da Junior la qualifica, sono partita male. All’ultimo piattello io e una rivale bulgara avevamo lo stesso numero di piattelli: io l’ho preso, lei lo ha sbagliato. L’abbraccio con il mio CT fu molto emozionante, così come la telefonata con Jessica Rossi. Olimpiadi? E’ il picco della carriera di ogni atleta, ho visto dal vivo le gare di Parigi 2024, per tutti è un sogno parteciparci e dare il meglio. Io ho questo sogno, non so se lo raggiungerò, ma bisogna dare il meglio e vedere cosa succede. Se mai dovessi partecipare, vorrei viverle al 100%”.
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Fonte: OA Sport – Articolo completo
